E uomo fu! La magnifica ossessione di cinema e teatro

Nel corso della sua storia l'uomo ha sempre  cercato di raffigurare, di rappresentare, di ricreare se stesso.
Una vocazione a ripetere la creazione divina, da cui né le arti né le scienze sono rimaste insensibili. Anzi, proprio in questi ambiti, spesso sovrapposti, quello che sembra un istinto naturale ha trovato l'habitat ideale per provare e riprovare a inseguire un obiettivo di ineguagliabile perfezione e, in quanto tale, destinata a trasformarsi fin troppo spesso in ossessione e tragedia.

Non è comunque facile trovare tracce di queste sperimentazioni che precedono l'opera finale se non nei resti che ne rimangono. Cinema e teatro in questo senso sono casi emblematici.
A Torino Massimiliano Camellini ha presentato ieri il suo libro fotografico: Il Laboratorio dell'Ossessione, dalla scienza al sogno (Editore Five Continents, Milano).
Un viaggio fotografico nel mito della creazione dell'uomo, da Prometeo a Frankenstein, attraverso le immagini delle prove di laboratorio lasciate in eredità dai creativi degli effetti speciali che operano per il cinema e per il teatro.

«I resti della materia sono le prove di creazione dell'uomo di cinema, ma sono anche figure, immagini, sentimenti, emozioni, come la creatura di Frankenstein è la prova e il risultato vivente dei sentimenti del suo "creatore", espressione della sua forza e della sua debolezza», scrive Massimiliano Camellini nel suo sito.
«Il laboratorio dei nostri creatori è luogo della creazione per il cinema, ma è anche "museo" degli sforzi compiuti, è rappresentazione dell'orrore e dell'ossessione, come il laboratorio di Victor Frankestein è luogo di prove continue, fallimenti, incompiutezza, orrori, violazione della natura umana, sempre nell'ansia di ricreare lo ‘spettacolo' della vita.

Per un operatore dello ‘spettacolo' è lo sforzo nel creare dei personaggi a cui dare luce eterna, che siano reali, che, come si dice, ‘escano' dalle pellicole, come possono uscire dal negativo del fotografo, e che rimangano nella memoria, anche se dentro i cassetti … attaccati alle pareti … avvolti nelle ragnatele …».

All'incontro di presentazione del volume che si è svolto al Museo del Cinema di Torino nell'ambito di Giorno per Giorno, sono intervenuti, oltre all'Autore Gramellini, anche la curatrice Mara Granzotto, l'antropologo Massimo Centini e il critico cinematografico Jonny Costantino.

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