Il rinvio delle elezioni regionali sarebbe poco salutare

I medici italiani dicono no all'ipotesi di un rinvio delle prossime elezioni regionali.
A preoccupare i camici bianchi in caso di slittamento come paventato in queste ore per risolvere il problema legato al caos delle presentazione delle liste in Lombardia e nel Lazio, non è però la salute dei candidati esclusi o inclusi per "interpretazione legislativa", ma dell'intero sistema sanitario.

Per i rappresentanti sindacali dei 130 mila medici dirigenti del Ssn, riuniti ieri a Roma per la "vertenza salute", «le regole vanno rispettate. Il rinvio delle elezioni sarebbe un ulteriore danno alla sanità pubblica, che ha bisogno invece di risposte urgenti ai tanti problemi». «Quando i termini sono scritti le regole vanno rispettate», spiega Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica. «Se è stata fissata una data si deve votare.

Altrimenti si diventa il Paese del cavillo, della leggina, dove tutto diventa opinabile, interpretabile, riscrivibile».
Dello stesso avviso il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza. «Il rinvio delle elezioni – sottolinea – sarebbe un danno anche per la sanità pubblica. Soprattutto per i migliaia di precari, medici e operatori, che hanno bisogno di risposte immediate».

Secondo me anche i pazienti e i cittadini.

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