Il sesto senso esiste ma solo i ciechi (e i supereroi) sanno usarlo

Ipotizzato, desiderato ma mai veramente dimostrato, il sesto senso è diventato col tempo materia per film e leggende metropolitane.
Ma il sesto senso esiste e prova ne è quella forza misteriosa che guida un cieco oltre gli ostacoli senza altri aiuti.

Il sospetto che, se questa capacità fosse esistita, i non vedenti di sicuro l'avrebbero avuta, c'era, ma non potendolo affermare con certezza è sempre rimasto tutto nel campo della fantasia come quella che ha generato ad esempio il supereroe non vedente dei fumetti Daredevil che riesce appunto a muoversi nonostante il deficit grazie appunto al sesto senso, come ci ha illustrato assai bene Alacarte curatore del blog Nuvole parlanti.

A dare la svolta è stato lo studio pubblicato su Current Biology da un gruppo internazionale di ricercatori che ha seguito il caso di un uomo rimasto cieco dopo un ictus, ma perfettamente in grado di eseguire "un percorso a ostacoli" complesso e mai affrontato prima.

Ma come poteva questo paziente, noto solo come T.N., con un danno dimostrato alla corteccia visiva in entrambi gli emisferi del cervello a causa di ripetuti attacchi ischemici, evitare sedie e scatole senza finirci contro?
Da questa domanda gli scienziati, tra cui anche i ricercatori dell'Università di Torino capitanati da Marco Tamietto, hanno cominciato a fare delle ipotesi.

Era chiaro che il suo cervello, non essendo più in grado di processare le informazioni che gli inviano gli occhi (del tutto sani) doveva usare connessioni alternative nel cervello per la cosiddetta 'vista dei ciechi', l'abilità di percepire la presenza di alcuni oggetti nell'ambiente e di rispondere alle espressioni del volto altrui pur senza vederle.

Nel video realizzato dai ricercatori dell'Harvard Medical School (Usa) si vede infatti T.N. completare in scioltezza un percorso a ostacoli messo a punto dagli scienziati, senza l'aiuto del suo cane o di un'altra persona, ma "la cosa forse più sorprendente – spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University (Paesi Bassi) e dell'ateneo americano – è che T.N.

non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo un corridoio". Nella vita di tutti i giorni il paziente camminava come un cieco: usava un bastone per tracciare gli ostacoli e aveva bisogno della guida degli altri quando camminava in strada.

"Lo studio, che è in assoluto il primo su questa abilità nell'uomo, dimostra che il sesto senso esiste e, in alcuni casi come quello di T.N., funziona" – conclude l'esperta – "Ma ci mostra anche l'importanza di questi elementi visuali, molto antichi dal punto di vista dell'evoluzione, che contribuiscono più di quanto pensiamo al nostro 'funzionamento' nel mondo reale: tutti noi usiamo risorse cerebrali del subconscio e, grazie a questo nuovo senso, potremmo fare cose che non sappiamo di essere in grado di fare.

"

Allo stato attuale comunque la notizia fornisce un messaggio importante, soprattutto per le persone con danni cerebrali.  "Si può subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità misteriose, che ti permettono di muoverti dentro e fuori da un luogo senza farti male", aggiunge la responsabile della ricerca.
In parole povere c'è molto che i pazienti possono fare se superano l'idea di non essere in grado di farlo.

C'è un altro aspetto positivo di questa ricerca che però mi sembra degno di nota. Il paziente in questione ha sviluppato questa capacità in tarda età, a poco tempo di distanza dal danno cerebrale. Per quanto sia presumibile che gli attacchi ischemici ripetutti abbiano aggiunto progressivamente danno a danno fino alla perdita completa della funzionalità della corteccia visiva, il caso di T.N. sfata il mito secondo cui solo i ciechi per nascita possono sviluppare "sensi compensatori o alternativi" alla mancanza della vista.
Una speranza per tutti i non vedenti che la vista la perdono per un trauma a sviluppo neurobiologico ormai ultimato.

Fonte: Adnkronos Salute

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