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In vacanza con le api

In vacanza con le api

Secondo alcuni Einstein sosteneva che il mondo non potrebbe sopravvivere più di 4 anni senza le api, come ha scritto anche Sylvie Coyaud nell'interessante La scomparsa delle api.

In realtà Einstein non l'ha mai detto. Ma è vero questo importantissimo insetto spesso e volentieri si scopre minacciato da un qualche pericolo riconducibile all'attività sconsiderata o illecita dell'uomo, e anche alla sua presenza sempre più invasiva degli spazi naturali.

Che fare? L'unica strada, a parte i controlli sempre più stretti verso qualsiasi attività illecita che minacci la salute nostra e dell'ambiente, sembra quella di fare leva sul pubblico stimolandolo a conoscere e consumare i prodotti dell'apicoltura e sui problemi per l'ecosistema se scomparissero le api. In questo blog abbiamo visto alcuni dei progetti scolastici miranti a coinvolgere i più piccoli, ma ce ne sono molti destinati agli adulti in vacanza con o senza famiglia al seguito. E perfino a volontari con la voglia di rendersi utili alla società.

In Tirolo, ad esempio, per sensibilizzare i suoi ospiti sull'importanza e sui problemi delle api l'albergo quattro stelle Seespitz Zeit di Seefeld, ha ideato una vacanza un po' diversa.

Grazie allo chef Hans-Peter Braun Hofer, che già dall'infanzia segue con interesse questo argomento e che possiede da sette anni i propri alveari, qui si comincia a parlare di api a tavola. Con molta passione e impegno, infatti, Hofer condisce i menu con il suo miele e porta regolarmente gli sciami alle malghe per produrre anche il miele di rosa alpina, una specialità tirolese. Lo chef coccola i suoi ospiti con dolci creazioni come il consommé di asparagi con lecca lecca di miele di chili e lavanda e filetto di anatra, il salmerino di Leutasch con un'infusione di pesto di miele e basilico, il filetto di manzo con lardo e fico gratinato e bastoncini di pasta sfoglia con propoli. Oppure sorbetto di pesca delle vigne con spuma di miele di acacia e polline di fiori. Un assortimento di vini nobili arrotonda l'esperienza culinaria.

Ma è solo l'inizio. La famiglia Scheiber e il direttore Hubert Wimmer, propongono anche degustazioni, camminate alla scoperta degli alveari, e regali tematici per gli ospiti. In collaborazione con il direttore dell'associazione degli apicoltori di Seefeld, Kurt Kriegl, l'albergo propone escursioni lungo il sentiero delle api e interessanti lezioni al Bienenhotel Reith (un grande alveare) per aiutare le famiglie e i più piccoli a scoprire tutti i segreti e le curiosità sulle api per non averne più paura.

Per prenotazioni e informazioni:
Hotel Seespitz Zeit
Innsbrucker Str. 1, 6100 Seefeld / Österreich,
+43.5212.2217, +43.5212.2218.50,
info@seespitz.at
www.seespitz.at

Se invece volete collaborare a un progetto di apicoltura mettendo, come si sul dire "le mani in pasta", potete sempre partire alla volta di Zanzibar come volontario del Movimento per la Lotta alla Fame nel Mondo (MLFM).

Nell'isola Africana, l'apicoltura esisteva già prima dell'arrivo di MLFM, ma la produzione del miele era portata avanti dalle famiglie del luogo aspettando che la natura facesse il suo corso. Ora, grazie a due volontari fissi che stanno insegnando loro a catturare le famiglie di api, a usare fogli cerei per realizzare più arnie artificiali senza distruggere ogni volta quelle naturali, la produzione di miele che qui è fonte di reddito si è decuplicata e stabilizzata. Il compito dei volontari che si succedono per turni di almeno due settimane aiutano MLFM e gli apicoltori locali a costruire le arnie seguendo poi le varie fasi di produzione mellifera o le donne a coltivare le alghe vendute come cosmesi o per l'alimentazione, sfruttando le maree.

Certo, non è un quattro stelle e vi tocca pure lavorare. Ma chi ci è stato, oltre al senso di appagamento per aver fatto qualcosa di utile alla società, torna con un bagaglio umano e culturale molto più grande e ricco di quando era partito. Vivere insieme agli abitanti del luogo nei loro villaggi, condividendo pasti, lavoro e riposo è infatti molto istruttivo perché si imparano gli usi e costumi locali, e si scopre cosa vuol dire vivere.

Per informazioni consultate il sito di Movimento per la Lotta alla Fame nel Mondo

© Riproduzione riservata

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