La cucina come training autogeno per Finazzer Flory

«La cucina è il mio training autogeno.
È una fantastica stabilizzatrice del mio umore sempre in bilico tra alti e bassi.
Mi consente di proiettare totalmente all'esterno la mia creatività e le mie idee del momento.
E mi piace il rapporto tattile che ho con gli ingredienti che vado a trasformare.

»
Massimiliano Finazzer Flory

Cucina come "medicina", ma anche come straordinaria "palestra di vita" e fonte di ispirazione per l'assessore alla cultura di Milano, Massimiliano Finazzer Flory.
Una passione le cui origini vanno cercate nell'infanzia, trascorsa a Monfalcone guardando i genitori perdersi in interminabili discussioni sulla qualità delle foto che arricchivano le ricette sulle riviste specializzate e la madre cucinare splendide cene che poi si consumavano con i colleghi gli scrittori e gli artisti che il padre giudice invitava per trascorrere le serate tra cibo e meravigliosi dibattiti sugli argomenti più disparati, dall'impegno civile alla pittura.

Nell'intervista per la rubrica estiva de Il Giorno-QN/Sole24ore, "VIP in cucina" del 27 luglio, oltre ai ricordi Finazzer Flory propone anche la ricetta delle sue polpettine di carne bianca al pomodoro fresco (vedi in fondo al post). «È uomo di carni» dice ammettendo che, in effetti, «il pesce non gli riesce molto bene». Va meglio con la pasta. Gli riescono bene le pennette alla puttanesca e i fusilli con wurstel e besciamella che sono un'altra sua prelibatezza ricavata da una ricetta viennese tramandata dalla nonna paterna.

La sua specialità, però, sono le omelette. È stato per "colpa" loro se è diventato bravo in cucina. «Mi cimentai spinto dalla gola perché ero innamorato di questo piatto francese, ma mia madre non me lo preparava come nelle foto. All'inizio bruciai tutto, perché avevo troppa fretta, ma poi sono diventato un maestro. La cucina mi ha insegnato il valore dell'attesa», spiega l'assessore. «Da quell'omelette bruciata a 15 anni giurai a me stesso che avrei imparato a cucinare.

E infatti col tempo e la pratica costante ha capito che per ottenere delle omelette perfette, occorre imparare a far oscillare la padella 40 gradi a destra e 40 gradi a sinistra, con ritmo. Quello che conta è la mano perché anche il piatto che pare più semplice richiede al cuoco avveduto studio e concentrazione».

L'arte di cucinare non insegna però solo quello. «Ti insegna anche ad avere pazienza, a trasformare le idee in azioni e a presentarle nel modo giusto».
Tutte doti che servono anche a un buon creatore di cultura. Anche se oggi «la cultura non interessa più, soprattutto alla classe politica, perché non crea consenso».

Al sindaco Letizia Moratti, che in questo senso sembra una felice eccezione, Finazzer Flory cucinerebbe «un bel risotto, perché la cucina milanese sta cambiando, troppi sapori per integrare culture diverse. Invece Milano dovrebbe ritrovare se stessa amando la sua bandiera e le sue tradizioni. Un discorso tutt'altro che leghista il suo. Semmai un po' newyorkese, nel senso di amare la propria città. Farne ogni giorno un racconto e viverne l'appartenenza con orgoglio».

Lui intanto va avanti con i suoi progetti per Milano. Sul fronte mostre sta lavorando a una grande retrospettiva dedicata a Salvador Dalì, che tornerà nel capoluogo lombardo dopo 56 anni d'assenza, e una dedicata ad Arcimboldo. Ma è sua precisa intenzione ripristinare gli incontri della Terrazza Martini, classici appuntamenti culturali della Milano degli anni '50 e '60.

La sua ricetta – Polpettine di carne bianca al pomodoro fresco
Ingredienti per 6 persone: 500 gr. di petto di pollo tritato, 500 gr. di polpa di vitello tritato, un uovo, pangrattato, pomodoro fresco, scalogno, sale e pepe, olio.
In un terrina amalgamare insieme la carne, l'uovo, il pangrattato, sale, e pepe quanto basta. Farne tante polpettine e friggerle in padella. In una pentola a parte far soffriggere lo scalogno e aggiungervi pomodoro fresco tagliato a pezzi, un pizzico di sale e pepe.
Appena le polpette saranno pronte servirle con la salsa.

Non ho trovato la sua ricetta dei fusilli wurstel e besciamella, ma qualcuno più bravo ed esperto di me saprà colmare la mia lacuna.

0 Post correlati Milano sotto stress Fini e Bersani sotto la lente dello psicofisionomo La vita dello scienziato Enfant prodige? No, “solo” bambini “

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Integratore alimentare multivitaminico

Conoscere se stessi con il mandala

Leggi anche
  • Sindrome di Rebecca: cos'è e perché si chiama così?Sindrome di Rebecca: cos’è e perché si chiama così?

    La sindrome di Rebecca, ecco di cosa si tratta e perché ha questo soprannome. Scopriamolo in questo articolo.

  • Sindrome di Wendy: cos'è, sintomi e come uscirneSindrome di Wendy: cos’è, sintomi e come uscirne

    Cosa è la Sindrome di Wendy? Ecco in questo articolo spieghiamo di cosa si tratta, quali sono i sintomi da riconoscere e come fare per superarla.

  • Sindrome di Parigi: cos'è, come riconoscerla e chi colpisceSindrome di Parigi: cos’è, come riconoscerla e chi colpisce

    Cos’è la sindrome di Parigi? Ecco di cosa si tratta, chi viene colpito maggiormente da questo disturbo e come fare per riconoscerla.

  • Sindrome di Diogene: cos'è, sintomi e come superarlaSindrome di Diogene: cos’è, sintomi e come superarla

    Sindrome di Diogene, di cosa si tratta e come superarla? Ecco come fare.

Contentsads.com