L’Effetto Kylie Minogue e il potere delle star di cambiarti la vita

La popstar australiana Kylie Minogue è appena stata insignita in Francia della prestigiosa onorificenza di Cavaliere dell'ordine delle Arti e delle Lettere. Secondo Christine Albanel, ministro della Cultura e delle Comunicazioni francese che l'ha premiata, "Kylie è un Mida nella scena della musica internazionale che trasforma ogni cosa che tocca in oro".

Sarà, ma a mio parere ha una capacità ancora più importante che è quella di far cambiare idea e atteggiamento alle persone anche su questioni fondamentali come la propria salute.
"Effetto Kylie". In fondo anche le stelle si ammalano e, infatti, molti certamente ricorderanno che nel maggio del 2005 Kylie Minogue dichiarò di avere un tumore al seno, motivo per cui dovette interrompere improvvisamente tutti gli impegni già programmati e operarsi subito, in attesa di iniziare altri trattamenti aggiuntivi come la chemio o la radioterapia.

Se qualcuno avesse scommesso che questa triste vicenda personale avrebbe influenzato, in qualche modo, le convinzioni e i comportamenti della gente riguardo alla propria salute avrebbe vinto un patrimonio e in questo senso allora sì, la si può considerare "un Re Mida".

E infatti già nell'ottobre dello stesso anno si parlava di "effetto Kylie", riferendosi all'incremento del 25 per cento del numero delle donne che hanno controllato la salute del proprio seno nelle settimane successive all'outing della pop star che evidentemente, con la sua decisione di rendere pubblica la notizia del suo tumore alla mammella aveva scosso le donne.

Lo confermò uno studio diffuso dalla Breakthrough, la più importante associazione no profit inglese impegnata nella lotta contro il cancro al seno attraverso la ricerca e l'educazione.

Il fatto è che Kylie Minogue all'epoca aveva 37 anni e non era comunque in età per i controlli con la sola mammografia che di solito si consigliano a tutte le donne dopo la menopausa, quando il cambiamento della composizione del tessuto mammario permette di vedere qualcosa con questo esame, ma poteva comunque essere a rischio per sue proprie caratteristiche genetiche che è anche il motivo per cui le giovani dovrebbero fare regolarmente un'autopalpazione del seno per scoprire subito l'eventuale comparsa di noduli.

Nella maggior parte dei casi saranno benigni, ma bisogna accertarsene con esami più approfonditi.

Alcuni dati. È stato ampiamente dimostrato che uno screening annuale mediante risonanza magnetica e mammografia è il modo più efficace per individuare tumori della mammella anche in fase precoce soprattutto nelle donne che hanno un alto livello di rischio genetico. Le donne con mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, infatti, hanno un elevato rischio di sviluppare questo tipo di tumore anche in età giovanile. Per queste pazienti a rischio vengono portati avanti programmi di screening mammografici al fine di diagnosticare in fase precoce eventuali formazioni tumorali. La giovane età media di queste pazienti è però un ostacolo per la perfetta riuscita degli screening: la maggiore densità delle mammelle tipica delle donne in giovane età può infatti impedire alla mammografia di individuare piccoli tumori. Tuttavia è sempre consigliabile sottoporsi ai controlli previsti; un'ulteriore prova dell'efficacia della prevenzione viene numerosi studi pubblicati su importanti riviste mediche; inoltre, è stato pubblicato un rapporto che dimostra come lo screening preventivo e la terapia adiuvante contribuiscono in egual modo alla riduzione della mortalità dovuta al carcinoma mammario.

L'esperienza della Minogue in questo senso fu emblematica perché si accorse di avere un nodulo al seno proprio grazie all'autopalpazione pochi giorni prima del controllo medico annuale a cui si è sempre sottoposta. La stessa cantante, tramite il suo portavoce, aveva dichiarato che "la sua esperienza doveva essere una lezione per tutte le donne, affinché si sottopongano ai controlli regolarmente".
"Il caso della pop star Kylie Minogue ha messo in luce l'importanza della prevenzione e dell'auto-esaminazione soprattutto tra le più giovani che, probabilmente per via dell'età, sono meno preoccupate della malattia e non si sottopongono a nessun tipo di controllo" dichiarò all'epoca Simon Cawthorne, oncologo del Breast Care Centre al Frenchay Hospital di Bristol. Secondo il dati raccolti dalla Breakthrough più della metà della donne intervistate ammise che il caso della pop-star le aveva "impaurite" e le aveva spinte a sottoporsi a controllo. Una donna bella, giovane, di successo e solare che non ha fatto mistero della sua malattia ma anzi ha incoraggiato le donne ad amare se stesse e il proprio seno anche quando dentro vi si annida un nemico è stato un sprone per molte donne comuni.

Kylie Minogue fu quindi testimonial involontario ma efficace di una campagna di sensibilizzazione simile a tante altre che ogni anno in tutti i paesi del mondo vengono organizzate per educare alla prevenzione. Ma non sempre le esternazioni dei VIP riguardo al loro stato di salute hanno un effetto positivo sui comportamenti e quindi sulla salute degli altri. Se non ci credete leggete un po' qui. 0 Post correlati Giorgione tra mito e realtà Auto-epitaffi celebri: Funari e i suoi inseparabili vizi Dolore e passione a teatro con ¡Que Viva Frida! “Dear Friend…”, l’ultima striscia dei Peanuts “

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