Longevità: con Renga anche la scienza sbarca al Festival di Sanremo

Scienziati con un occhio al microscopio e uno alla Tv e così il Consiglio nazionale delle ricerche approfitta della risonanza di un evento mediatico di vasta portata come il Festival di Sanremo per parlare dei suoi studi sulla longevità.

In effetti negli ultimi tempi non si parla d'altro che della possibilità di riportare indietro le lancette dell'orologio biologico dell'uomo in ogni ambito della scienza e della cultura.

A partire dal film con Bradd Pitt, "Il curioso caso di Benjamin Button", passando per la più scientifica ricerca sulla medusa immortale, l'età, l'invecchiamento, la longevità e i trucchi per ringiovanire sembrano diventati argomenti di moda.

Potevano mancare al Festival? Nemmeno per sogno e infatti si prepara al debutto sul palco dell'Ariston "L'uomo senza età", cantata da Francesco Renga che pone l'accento sullo scorrere del tempo e sull'allungamento della vita media.

Gli scienziati del CNR ne hanno dunque approfittato per dare un po' di luce al loro lavoro. Basandosi sulle ricerche già effettuate su alcuni centenari sardi si sentono sicuri nell'affermare che gli ingredienti dell'elisir di lunga vita esistono. A parte l'alimentazione e il patrimonio genetico che erano già più o meno noti, aggiungono però anche l'appartenenza a un nucleo familiare e la presenza di figure di riferimento. Gli abitanti dell'Olgiastra il territorio sardo sotto la lente d'ingrandimento, perdono infatti, difficilmente i contatti con la famiglia e quasi mai sono inviati nelle strutture di ricovero.

Sempre ieri e sempre scienziati italiani, ma non si sa se per "colpa" della canzone di Renga, hanno annunciato che con una semplice pillola per abbassare la pressione arteriosa sotto i livelli considerati oggi normali potremmo innalzare la nostra vita media fino a 100 anni. La pillola esiste già ed è un normale antiipertensivo molto noto che, secondo quando riferito dai ricercatori, dovrebbe essere usata in una popolazione più ampia comprendendo quindi anche chi, per gli attuali parametri di pressione considerati normali (85-135 mm di mercurio) non è considerato iperteso.

"Anche se – come ammette Luca Deiana, coordinatore del progetto AKeA (A Kent' Annos, ossia a cent' anni) – tra i centenari della Sardegna che stiamo studiando c' è chi a 112 anni ha sempre avuto la pressione normale e chi, a 105, ha sempre avuto la pressione alta". In altre parole "La pressione bassa è una caratteristica ricorrente, ma non l' unica". Un altro dei tanti ingredienti di cui sopra.

Prima di lanciarsi in farmacia, meglio quindi aspettare che le ricerche fatte dai ricercatori del «Mario Negri» di Bergamo sui topi, confermino anche per l'uomo che esiste un legame tra l'ormone angiotensina II e la durata della vita.

Per ora accontentiamoci di sapere che in base ai risultati pubblicati  sul Journal of Clinical Investigation, questo ormone bloccherebbe  l'azione di Nampt e Sirtuina 3, due geni della longevità. Infatti, normalmente l'angiotensina II regola il tono dei vasi sanguigni e quindi la pressione arteriosa. Per agire, si deve legare a certi recettori (se ne conoscono almeno due). Topi geneticamente modificati, cioè senza uno dei recettori dell' angiotensina sulle membrane delle cellule, vivono più a lungo dei topi normali di almeno un terzo.

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