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Micro-Natività su fibra ottica

Micro-Natività su fibra ottica

A pochi passi da San Gregorio Armeno, la strada napoletana dei pastori conosciuta in tutto il mondo per le sue botteghe di presepi artigianali, nasce dalle mani dello scultore e restauratore Aldo Caliro, il presepe più tecnologico e piccolo del mondo.
Nella sua Natività incastonata su una fibra ottica c’è l’essenza della Sacra Famiglia con la Madonna, Giuseppe e il Bambino Gesù. Ma per vederla ci vuole un microscopio o un’ottima lente di ingrandimento. Caliro, l’ha scolpita, infatti, con precisione microchirurgica ricorrendo a speciali bisturi, micro pinze, lenti adatte e pennelli sottilissimi che gli hanno consentito di stare in un ordine dimensionale inferiore al millimetro. Per l’esattezza 0,75 mm, dentro i quali probabilmente mai prima d’ora era stata compressa un’intera Natività.

Un’impresa da Guinness dei primati. L’ennesima per l’artista “tecnofilo”.

L’opera rappresenta la prosecuzione di una serie di iniziative sulla stessa falsariga. Caliro si è specializzato nello scolpire e dipingere pastori a mano in gusci di noce, uova, chicchi di caffè, ciondoli, conchiglie, spilli. L’anno scorso, ad esempio, la Natività, insieme con un angelo, era incastonata sulla testa di uno spillo, anch’essa visibile solo al microscopio, in uno spazio di 1 millimetro e 2. In precedenza il presepe lo aveva fatto in una lenticchia e in un chicco di caffè. Quest’anno la Natività sulla fibra ottica che batte tutti i suoi record precedenti quanto a dimensioni. Presentata in anteprima nel corso della trasmissione ‘A sua immagine‘, su Rai 1, al termine di un mese circa di prove il bello di quest’opera, oltre alla incredibile piccolezza, è effetto particolare da notte e giorno, con luce incorporata che proprio la fibra ottica rende a chi riesce a guardarla.

Impagabile! Anche perché “non c’è valore per un’opera del genere“, nel senso che “si tratta di produzioni che non vengono fatte per essere vendute ma per dare – spiega Caliro nella sua bottega in via San Biagio dei Librai nel centro storico di Napoli in questi giorni al centro di un continuo andirivieni di turisti e residenti nonostante le difficoltà della città in ginocchio per colpa dell’emergenza rifiuti – un segnale, per rimarcare l’importanza dell’arte presepiale, perché tra i giovani questa attività manuale sta scomparendo“. Un dolore che in lui deve essere particolarmente sentito visto che è proprio in gioventù che ha cominciato ad avvicinarsi e ad amare l’arte di creare presepi, spingendosi spesso anche contro il volere paterno. Aldo, oggi maestro d’arte con passione per la microscultura, ha iniziato, infatti, da piccolissimo a cimentarsi con colla, farina, acqua e vecchi giornali per realizzare una grotta di Betlemme. A chi ha voglia di ascoltarlo racconta anche di un piccolo, innocente ‘furto’, di un pastore che gli piaceva, dal presepe di uno zio e che aveva collocato nella sua personale realizzazione della Natività. E ricorda come, alla fine della sua vita, il padre gli abbia dato atto, in un incontro privato molto toccante che ha recuperato un rapporto precedentemente compromesso, della sua bravura dopo che per anni aveva manifestato dissenso rispetto alla scelta di Aldo di intraprendere questa arte. “Sono contento di aver abbattuto questa nuova frontiera con il presepe sulla fibra ottica. Ma nello stesso tempo – dice Caliro preso da un moto di commozione mentre parla – sono assalito da una grande tristezza perché mio padre non ha potuto vederla“.
Le persone che amiamo sono spesso quelle che più fanno  fatica a dire se e quanto ci apprezzano, mentre noi è solo e soltanto il loro parere che temiamo e cerchiamo per tutta la vita.

Ma Caliro non deve temere: gli apprezzamenti come artista, prima ancora che come recordman, non gli mancano certo. Tra le sue creazioni più originali c’è ad esempio anche quella che è finita tra le mani del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe. Un presepe incastonato in un orologio da polso e che l’artista napoletano ha regalato all’arcivescovo. E non dubitiamo del gradimento del ecclesiaste.

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