Olimpiadi Londra 2012: allarme dieta al Villaggio olimpico: troppi atleti con appetiti record

C’è un problema ristorazione al Villaggio olimpico: gli atleti si sono fatti fuori tutto. Verdura, frutta e carne alla piastra? Macché! Pasta, pizza, chicken masala (il più gettonato), hamburger e pollo fritto. Molti hanno variato considerevolmente il proprio peso nel giro di pochi giorni di permanenza.

E qualcuno s’è persino giocato le olimpiadi.

IL CASO ECLATANTE. È accaduto ad un’atleta giapponese, candidata al podio del judo, che ha fallito la prova bilancia, praticamente una formalità a un’olimpiade per una disciplina che prevede categorie di peso. Se si pensa che questo appuntamento arriva ogni quattro anni e che la partecipazione alle edizioni successive è tutt’altro che scontata anche per un atleta giovane, pretendere che riescano a stare nei limiti di peso nei quali si sono qualificati è il minimo.

O almeno questo credeva anche il comitato olimpico giapponese che è rimasto sconcertato davanti all’evidenza dei fatti. La loro atleta era ingrassata!

Si tratta di un caso limite, ovviamente, dovuto, appunto, al limite di peso della categoria di appartenenza. Ma sono stati tanti gli atleti che hanno perso il peso forma, anche senza giocarsi la possibilità di gareggiare. Pare che Usain Bolt ad esempio sia aumentato un bel chiletto al Villaggio.

Ciò non gli ha impedito di battere ben tre record tra 100m, 200m e staffetta 4X100m. Ma chissà cosa avrebbe potuto fare se non avesse variato il suo peso forma. Non lo sapremo mai. Però sappiamo come ha fatto. Una graziosa addetta di McDonald ha rivelato che il velocista giamaicano ha un debole per il pollo fritto. Un giorno è entrato e ha ordinato 24 Mc Nuggets che sarebbero 4 porzioni di un comune mortale.

Proprio i fast food sarebbero i responsabili principali di questa debacle alimentare di Londra 2012.

FAST FOOD E JUNK FOOD. I vari punti ristoro disseminati per il Villaggio olimpico, ma anche le mense e i ristoranti che offrivano ogni bendiddio proveniente da tutti i Paesi del mondo in porzioni assai generose, hanno messo a rischio o compromesso le diete di molti atleti. È probabile che ai visitatori e agli altri ospiti non sia andata molto meglio, vista la quantità record di cibo acquistata per questi Giochi e l’ampia scelta tra le modalità di preparazione. La cosa buffa è che per gli atleti erano state predisposte tutti i generi di diete speciali, salutari o speciali per eventuali intolleranze e patologie particolari, ma che tenessero in considerazione anche le varie esigenze culturali e religiose dei Paesi di origine di tutti gli atleti presenti. Un lavoro immane che deve essere costato parecchio in termini di tempo e denaro per consulenze e preparazione. Come mai allora molti atleti si sono lasciati andare?

Va detto che molti atleti hanno pessime abitudini alimentari di base. Accanto ai vegetariani, ai salutisti e a quelli che seguono scrupolosamente regimi alimentari studiati su di loro da esperti come le nostre fiorettiste Vezzali e Di Francisca, i dipendenti da Junk food come Bolt, Phelps, e tanti altri sono molto più frequenti di quanto non si pensi. Il fatto è che il consumo energetico di questi giovani è molto elevato a causa degli allenamenti intensi. E se questo permette loro di concedersi diversi sfizi alimentari d’altro lato non li aiuta a sviluppare un comportamento alimentare sano.

Per gli atleti più giovani la partecipazione ai Giochi è un’esperienza nuova ed emozionante“, ha spiegato alla CNN lo scienziato dello sport Jess Corones, che lavora con la squadra olimpica australiana di nuoto. Stanno al Villaggio, fanno gruppo, conoscono tanti atleti e molti spettatori li cercano per farsi fotografare o chiedere un’autografo. E poi, appunto, è pieno di tentazioni alimentari. “È tutto gratuito. – continua Corones – Ci sono migliaia di atleti e c’è praticamente ogni tipo di cucina che si possa desiderare. C’è uno stand McDonald che ti dà accesso illimitata ai suoi prodotti. E ci sono macchinette che distribuiscono quantità illimitate di bevande gasate. Per loro tutto questo può essere eccitante. Ed è difficile fargli comprendere che sarà ancora tutto lì a loro disposizione quando finiranno le gare, se lo vorranno.”

STRANE MANIE. Ma non è solo una questione di qualità del cibo o di Junk food. Molti atleti hanno infatti abitudini assai singolari pur essendo qualitativamente ineccepibili (vedi anche infografica qui a lato). Prendiamo il compagno-rivale di Bolt Yohan Blake, ad esempio. Recentemente ha rivelato di mangiarsi almeno 16 banane mature al giorno. E che dire del pesista britannico Jake Oliver che ogni mattina si beve un frullato di colostro (il primo latte prodotto subito dopo il parto da ogni mammifero e che è particolarmente ricco di proteine) o dell’ex campionessa olimpica di maratona Naoko Takahashi che magiava 2kg di pesce crudo dopo ogni allenamento? Perché anche in passato eccessi e stranezze alimentari tra gli atleti non sono mai mancati. Anzi, se vogliamo è probabile che fossero anche più diffuse di oggi in cui la scienza alimentare ha fatto passi da gigante anche in campo sportivo diffondendo una cultura di cibo come parte integrante della preparazione indispensabile per raggiungere alti livelli di performance. Poi ovviamente su ciascun atleta influiscono le convinzioni personali e familiari, la cultura di appartenenza e il gruppo di amici e colleghi. Ma è evidente che una situazione come quella riscontrata a Londra quest’anno difficilmente trova precedenti. Forse per Rio 2016 sarà meglio pensare a un Villaggio olimpico meno simile al Paese dei balocchi. Qui sotto una gallery con le immagini catturate nei vari punti ristoro del Villaggio olimpico a Londra (nella prima foto il sindaco della capitale Boris Johnson il giorno della presentazione di una delle mense principali)

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