Prevenire gli strappi muscolari – III

di Gianfranco Di Mare

Performance Engineer

Continuiamo ad occuparci delle qualità della fibra muscolare in relazione alla possibilità di essere vittime di stiramenti muscolari o strappi. Teniamo sempre presenti le condizioni predisponenti di cui abbiamo detto.

Da un punto di vista un po’ più meccanico, l’equilibrio dello sviluppo muscolare costituisce un aspetto importante.

Soprattutto tra muscoli antagonisti.

Si chiamano muscoli antagonisti quelli che svolgono funzioni di movimento reciprocamente opposto. Se consideriamo un muscolo che compie un certo movimento come agonista (cioè quello che agisce), i muscoli che compiono il movimento opposto saranno i suoi antagonisti. Naturalmente ogni muscolo può essere agonista o antagonista, a seconda dei casi.

Il discorso è un po’ più articolato e affascinante, e ci torneremo senza’altro. Per il momento vorrei limitarmi ad osservare che l’antagonismo muscolare, lungi dall’essere una lotta a chi… tira di più, è uno dei più raffinati esempi di coordinazione e cooperazione che possiamo vedere in natura.

Contrazioni e rilassamenti, traiettorie e vettori di forza tra gruppi muscolari ci consentono di esprimere movimenti fluidi, potenti, efficaci, accurati.

Al fine di ottimizzare il nostro movimento è opportuno che gruppi di muscoli antagonisti abbiamo caratteristiche similari o compatibili. Una differenza troppo grande in termini di forza, allungabilità o velocità richiede una coordinazione maggiore da parte del sistema nervoso centrale, riduce la prestazione ed aumenta la possibilità di incappare in un errore di gestione che può produrre uno stiramento, o uno strappo.

Questa è una delle ragioni per cui gli atleti (bodybuilder esclusi) non dovrebbero utilizzare esercizi di potenziamento monoarticolari (soprattutto per la forza veloce): è opportuno che tutti i gruppi muscolari coinvolti in un movimento ricevano stimoli allenanti di qualità simile, e che imparino a coordinarsi. Approfondiremo questi aspetti quanto riparleremo dell’antagonismo muscolare: restate in zona.

Image courtesy team-m-a-c.com

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