Quale dolcificante usare

Gli zuccheri raffinati vanno ridotti o meglio eliminati da subito per evitare pericolose impennate glicemiche, ma rimane il problema di bere un caffè che non sia amaro o di dolcificare una tisana per renderne più gradevole il gusto.

Per fortuna per renderci “più dolce” la vita esistono numerose alternative molto più sane rispetto allo zucchero classico.

Per esempio la stevia. Si tratta di un dolcificante che si trova in commercio in polvere o in gocce e deriva dalla stevia rebaudiana, una pianta erbaceo-arbustiva perenne. La caratteristica di questo dolcificante è di non avere alcun potere nutrizionale e quindi 0 calorie. Ideale quindi anche per i diabetici.

La stevia si può usare anche per preparare dolci, ma vi dico subito che in cottura perdere il suo gusto aromatico, quindi meglio usarla per bevande calde o fredde.

Se il gusto della stevia non vi è gradito potete usare lo sciroppo d’acero. Questo sciroppo estratto dalla linfa dell’acero nero ha un elevato potere nutrizionale, 250 calorie per 100 gr e moltissime proprietà benefiche.

Depura, difatti è utilizzato nella famosa dieta detox in combinazione con il succo di limone, trovate qui la dieta, accelera il metabolismo, ha un basso indice glicemico e proprietà antiossidanti e quindi di prevenzione dei tumori.

Non è però adatto ai diabetici. Unico neo il costo piuttosto elevato, ma vi assicuro che ne basta pochissimo per dare aroma e dolcezza alle vostre bevande.

Un’altra alternativa possibile allo zucchero bianco è rappresentata dal fruttosio in quanto ha un basso indice glicemico. Tuttavia meglio non abusarne per non compromettere i risultati della dieta, le calorie infatti sono circa 400 per ogni 100 gr, più o meno quanto quelle dello zucchero classico.

Infine lo sciroppo d’agave pare sia oggetto di molte controversie sul suo consumo come alternativa allo zucchero. Questo sciroppo infatti nasce completo di molti principi nutritivi, ma la lavorazione distrugge i nutrienti e tra l’altro il prodotto così ottenuto apporta calorie quasi quanto quelle dello zucchero. Quindi i benefici che dovrebbe apportare dipendono dal metodo di lavorazione adottato.

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