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Razzismo in alta quota

Razzismo in alta quota

Il razzismo mi indigna a prescindere da dove si manifesti e a quali persone o gruppi sia rivolto.
Ma quando sento che due persone, presumibilmente sensibili alle tematiche ambientali e naturalistiche, riescono a scalare una montagna per raggiungere un rifugio a 2.175 metri sul livello del mare nell'intento di trascorrere un periodo di relax a pieno contatto con la Natura, salvo ricoprire di insulti la malcapitata ragazza che li accoglie appena arrivati, girare i tacchi e tornarsene a valle offesi solo perché questa è di colore, rimango basita.

Lo stupore è l'unica reazione spontanea che mi riesce di manifestare. Come si può amare la Natura, al punto da volerci trascorrere un periodo di vacanza in immersione totale e senza tutte quelle comodità a cui siamo abituati in città e poi dimostrare di non riuscire nemmeno a tollerare la meravigliosa biodiversità del genere umano?

Questi due non meritavano di starci rifugio "Bertacchi" a Madesimo, in alta Valle Spluga. E ha fatto bene Franco Gerosa, il responsabile, a fargli capire che non erano benvoluti dopo le parole di disprezzo che erano riusciti a proferire contro la loro collaboratrice ganese, una ragazza di 24 anni "gentilissima e seria, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro".

Spero, anzi, che Gerosa vada avanti con la sua intenzione di denunciarli, cosicché siano banditi da qualsivoglia altro rifugio.

Razzisti siete avvertiti. È ipocrita voler trascinare i propri pregiudizi al cuore della Natura. Stetevene a casa: risparmierete a voi il viaggio e a noi di vedere la vostra brutta faccia razzista.

I dettagli sul "fattaccio" li trovate qui.

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