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Scultori battono pittori in longevità

Scultori battono pittori in longevità

Se fate gli scultori avete di che rallegrarvi perché la vostra vita sarà più lunga o almeno rispetto a quella dei pittori (nella foto Michelangelo Buonarroti, 1475-1564). Lo ha dimostrato Philip Greenspan, che di professione però fa il biologo all'Università della Georgia di Athens, andando a confrontare la durata della vita di  406 artisti vissuti tra il 1300 e il 1900. Non tantissimo per la verità: quasi tre anni di differenza sulla vita media, 67,4 anni per i 144 scultori contro i 63,6 anni dei 262 pittori, ma si è appassionato talmente tanto a questa questione che ha messo al lavoro il suo team di ricerca nel tentativo di trovare una ragione scientifica per questa sua scoperta.Un sospetto in realtà già gli era venuto guardando la moglie, lei sì scultrice, tanto che nell'articolo pubblicato sulla rivista Nature scrive: "mentre la guardavo lavorare mi è venuta come un'illuminazione e mi sono chiesto se non fosse perché quello dello scultore è un lavoro particolarmente duro fisicamente?".
In effetti secondo una stima dei ricercatori la scultura costerebbe 2,5 volte più fatica della pittura e come ha spiegato Bente Pedersen dell'University of Copenhagen, la differenza nello sforzo fisico potrebbe essere una valida ragione. "L'esercizio regolare è decisivo per la prevenzione cardiovascolare, ma rinforza anche il sistema immunitario, il quale a sua volta svolge una funzione protettiva contro il diabete e le malattie neurodegenerative".
I pittori comunque detengono il primato del più longevo in assoluto grazie a Tiziano che ha raggiunto la ragguardevole età di 99 anni, praticamente un matusalemme per l'epoca. Forse tra un quadro e l'altro faceva footing. Scherzi a parte l'ipotesi dei ricercatori è plausibile, ma voglio sperare che abbiano considerato anche altri fattori, quali l'area di residenza e soprattutto il diverso uso di sostanze tra le due arti. Molti pittori nel corso della loro vita hanno mostrato infatti segni che oggi possono essere interpretati come possibili avvelenamenti da metalli pesanti e diversi studi su quadri delle varie epoche hanno confermato la presenza abbondante di questi elementi  tossici nei colori usati dai pittori.
Fonte: Artists vie for long life

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