Sfida al cancro armati di matite e pennelli

Pop Art e Futurismo: due percorsi con le riproduzioni di opere di Keith Haring e dei Futuristi. E' questo il doppio contenuto della mostra inaugurata ieri mattina all'Istituto dei Tumori di via Venezian di Milano alla presenza  degli assessori Massimiliano Finazzer Flory, Mariolina Moioli e Giampaolo Landi di Chiavenna oltreché del direttore generale della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori, Alberto Scanni.

Una mostra molto speciale e non solo per il luogo, non proprio usuale per un'esposizione. Ad essere presentate sono, infatti, i lavori dei piccoli pazienti del reparto di Pediatria che, durante la degenza e le terapie si sono confrontati con i capolavori di Haring e Marinetti.

Due percorsi distinti, "Visitando Haring" e "Pillole… di futurismo". Dunque la street art di Keith Haring e i capolavori del futurismo rivisitati dalla fantasia di bimbi e adolescenti, ma realizzata in grande, con tanto di catalogo patinato.

La mostra che colorerà gli atri e le sale comuni dell'Istituto di Milano fino a sabato 30 maggio.

"L'impegno di tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto è un dono con un doppio significato" – ha detto l'assessore Finazzer Flory, ricordando che la mostra, patrocinata dagli assessorati comunali alla Cultura, alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali e alla Salute, è stata realizzata grazie alla collaborazione delle educatrici del reparto di Pediatria Oncologica, mentre ad allestimento e grafica ci hanno pensato il professor Luca Ghirardosi, docente dell'Accademia di Belle Arti di Brera, con i suoi studenti e l'Agenzia Cabrini Associati con il contributo di Bipiemme Gestioni e della casa editrice Gruner+Jahr/Mondadori per la realizzazione del catalogo – "ll dono del tempo dedicato ai giovani degenti e il dono del senso ulteriore che i pazienti-artisti hanno trasmesso a tutti noi.

Nella ricerca vitale, coraggiosa, a volte caparbia, di costruire il domani con fede, speranza e carità. È, dunque, per l'Assessorato alla Cultura necessario dare sostegno a questa iniziativa e investire sulla responsabilità etica".

"E' un progetto di grande rilevanza che mette al centro i nostri bambini e il loro benessere. – ha aggiunto l'assessore Landi di Chiavenna – Realizzare un luogo e uno spazio che parla a e di bambini con il loro linguaggio, nel quale poter trovare, piccoli e grandi, risposte non solo alla malattia, ma anche alla parte sana di sé, è importantissimo in un percorso di cura completo.

I disegni possono essere espressione dello stato di benessere o disagio psicologico del bambino che può vivere l'ospedalizzazione come un'esperienza di incertezza e precarietà. Proprio attraverso il disegno il bambino ha poi l'opportunità di rappresentare non solo la sua paura, ma anche le sue difese dalla paura oltre a elaborare e trasformare le sue emozioni raccontandole in forme e colori".

"Il Comune di Milano – ha spiegato l'assessore Moioli -, con i suoi operatori presenti all'interno del reparto di Pediatria oncologica, si è attivato con entusiasmo per la realizzazione di un'esposizione in cui si vede come l'arte sia capace di suscitare emozioni e sensazioni in bambini e ragazzi che quotidianamente si devono confrontare con le limitazioni e la sofferenza della malattia. Le opere realizzate sono una testimonianza di come il periodo di permanenza in ospedale debba essere integrato con progetti di gioco, di studio, di rapporti di amicizia, tali da consentire il migliore adattamento del bambino a una situazione di vita difficile e molto delicata".

"La malattia è destabilizzante e lo diventa ancor più quando il paziente è ricoverato. – ha dichiarato Alberto Scanni, direttore generale dell'INT – In questa situazione può accadere che le capacità espressive, se sollecitate, emergano prepotentemente e divengano elementi di equilibrio e serenità, soprattutto nelle prime fasi della vita in cui, ingenuità, creatività, voglia di sperimentare sono particolarmente forti. Nella nostra pediatria si è lavorato per trasferire queste capacità nella rielaborazione di alcune opere di Keith Haring, interessante caposcuola del ‘graffitismo' in cui il linguaggio semplice e simbolico si avvicina particolarmente alla sensibilità infantile. Educatori e volontari hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa che esprime in maniera concreta il lavoro dei nostri piccoli pazienti. E' un lavoro che presentiamo con orgoglio giacché, oltre a esprimere l'impegno di tutti i nostri operatori, è una tappa di un percorso della Fondazione che ha non solo nel ‘curare', ma nel prendersi cura a ‘tutto tondo' dei nostri piccoli malati, un obiettivo rilevante".

Fonte: comune.milano.it

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