Si accende il Santuario e si spengono le stelle

C'è troppa luce tra noi, così non va!
Detto fatto. Gli astrofisici dell'Osservatorio astronomico di Brera sito a Merate hanno preso in mano carta e penna per sollecitare una soluzione urgente della situazione che si è creata a causa del vicino Santuario della Beata Vergine del Carmelo la cui illuminazione è così intensa da disturbare l'osservazione della volta celeste coi loro strumenti.

Lo storico complesso religioso che sorge a quasi 500 metri di altezza, infatti, ha fari che illuminano la facciata della chiesa e il campanile capaci di rischiarare anche l'aria circostante, tanto da essersi guadagnato il nome di "faro della Brianza".

Peccato che il fastidioso riverbero renda estremamente difficile utilizzare i telescopi.
A sollevare il problema sono stati gli stessi ricercatori della specola meratese, molti dei quali aderiscono anche un'apposita associazione fondata nel 1997 denominata "Cielobuio" che ha l'obiettivo di promuovere la cultura di una illuminazione eco-compatibile.

La loro intenzione, infatti, non è quella di far spegnere il prestigioso "faro". I problemi che si sono creati a Merate derivano anche dal tipo di lampade utilizzate per illuminare il Santuario, a spettro composito, che sono particolarmente difficili da schermare. Basterebbe quindi studiare un modello di illuminazione che sia soddisfacente per entrambi nel rispetto, soprattutto, delle nuove norme contro l'inquinamento luminoso.

Il sindaco del paese Carla Brivio non ha potuto fare altro che prendere atto della richiesta e assicurare che l'Amministrazione comunale interverrà quanto prima, visto che l'illuminazione del Santuario è di sua competenza.

È già stato commissionato uno studio ai tecnici di Enel per stabilire modalità, tempi e costi del progetto di adeguamento.
«A settembre interverremo subito. – assicura il primo cittadino – I progetti sono già pronti e redatti secondo le normative. Il Santuario continuerà anche di notte a essere visto da tutto il circondario ma senza disturbare più l'operato degli astronomi».

Solo a cose fatte però si potrà stabilire se i problemi di inquinamento luminoso sono stati definitivamente risolti.

Il tempio mariano di Montevecchia non è, infatti, il solo responsabile. Prima di lui è toccato alla Torre di Castello Prinetti e al campanile del Convento di Sabbioncello entrambi a Merate, dove sono state anche cambiate le lampade del centro storico. Pure l'Auchan, colosso della grande distribuzione, si è dovuto adeguare diminuendo la potenza dei fari posti su un pilone nel piazzale. Ma, nonostante gli accorgimenti, la situazione resta critica per gli astronomi che ormai, proprio a causa dell'inquinamento luminoso, non possono praticamente più effettuare osservazioni a scopo di ricerca dalle cupole dell'Osservatorio meratese.

A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi se non si faceva prima ad adeguare o spostare l'Osservatorio. Ma il fatto è che le norme sull'inquinamento luminoso non sono state fatte solo per consentire agli osservatori astronomici di guardare il cielo. La funzionalità di tanti altri strumenti, e perfino degli organismi viventi viene spesso alterata pesantemente dall'inquinamento luminoso. In Italia però manca ancora una cultura in questo senso, tant'è vero che i problemi non vengono solo dagli edifici costruiti prima che si capisse l'importanza di una corretta illuminazione, ma anche da quelli costruiti dopo.

È che siamo un po' lenti a recepire le cose e pigri a metterle in atto. In una parola: "perseveriamo".

Se volete approfondire la questione della corretta illuminazione di interni ed esterni, a seconda degli scopi specifici per cui vengono creati potete visitare il sito delle varie scuole e accademie della luce.
Alcuni cenni sugli effetti dei modelli di illuminazione sull'uomo li trovate nei post che ho dedicato al tema Architettura e neuroscienze.

Questo post partecipa alla decima edizione del Carnevale della fisica, ospitato nel blog di Kees Popinga. Il tema scelto è La fisica della Terra e della vita, ma ogni segnalazione di post che tratti di argomenti di fisica sarà ben accetta.
Se non vi viene in mente nulla, potete sempre cercare ispirazione nelle edizioni passate. Trovate tutti i link nel social network del Carnevale della fisica, compresa quello all'ottava edizione dedicata al tema Fisica e arte che è stata ospitata in giugno qui su Arte e salute.

Non vi resta quindi che inviare i link dei vostri contributi a [email protected] entro il 29 agosto e aspettare il giorno successivo, il 30, per vedere nel suo blog i risultati delle fatiche vostre e di tutti i partecipanti e buon Carnevale a tutti!

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