Superhuman Performance: l'evoluzione del tessuto per lo sport

A proposito di tessuti sportivi ad elevate prestazioni ecco una mostra che sembra fatta apposta per noi.

Approfittando anche del grande appuntamento sportivo internazionale che stiamo già  pregustando in questo mese risicato che ancora ci separa dalle Olimpiadi di Pechino, la Fondazione Museo del Tessuto di Prato ha deciso di dedicare al tema del tessuto e dell'abbigliamento sportivo il suo grande evento espositivo dell'anno 2008 Superhuman performance.

Circa settanta oggetti tra capi di abbigliamento, divise, tenute sportive e complementi provenienti da aziende italiane e internazionali, oltre che da archivi privati e da musei specializzati, tracciano lo sviluppo dell'abbigliamento sportivo nel corso del Novecento, evidenziando come i materiali tradizionali abbiamo gradualmente ceduto il passo a favore dei tessuti tecnologici  e delle fibre di ultima generazione.
La prima parte dell'esposizione aperta dal 20 giugno al 30 novembre 2008 presenta il confronto tra capi di grandi campioni del passato e del presente – da Tazio Nuvolari a Valentino Rossi, da Gino Bartali a Paolo Bettini, da Pietro Mennea a Fiona May – e prodotti di ultima generazione.

Filo conduttore della seconda parte sono invece le performance che i moderni supereroi, i campioni dello sport, hanno ottenuto nelle più diverse discipline sportive grazie all'incredibile sviluppo della tecnologia tessile. La ricerca sulle fibre e sui tessuti – anti abrasione, traspiranti, idrodinamici, aerodinamici ecc. – ha portato infatti alla realizzazione di indumenti in grado di stimolare se non addirittura amplificare le prestazioni dei campioni come se fossero dotati, a fianco di un innato talento, anche di incredibili superpoteri.

Nella brochure trovate tutte le informazioni che vi servono per andare a vedere Human Performance, mentre scaricando la cartella stampa potrete invece vedere anche alcune dei prodotti in mostra. Tra cui anche la Skyflyer S.5 Wingsuit, prodotta dalla Birdman, la mitica tuta alare introdotta per la prima volta sul mercato da Patrick de Gayardon negli anni ‘90 (foto in alto), che rappresenta l'arte di far librare nell'aria il corpo umano grazie a una speciale tenuta da paracadutista, chiamata appunto ‘wingsuit'.

Il modello Birdman Skyflyer S.5 è stato realizzato nel 2005 ed è confezionato in nylon con rivestimento in teflon. Queste tute vengono utilizzate per voli ad una velocità che supera i 300 km/h nei lanci in picchiata e devono essere in grado di svolgere la loro funzione a temperature oscillanti tra -55°C in aria e +30°C a terra. Devono inoltre resistere agli straordinari shock provocati dall'apertura del paracadute, passando da velocità massime a velocità zero in un paio di secondi soltanto. Le ali sono realizzate con un materiale in spandex privo di porosità che ne garantisce l'elasticità, consentendo così al pilota di modificare il profilo alare durante il volo in maniera analoga ai sofisticati aerei caccia.

Ma ci sono tante altre immagini interessanti con relativa spiegazione dettagliata. Necessaria visto la complessità tecnologica degli oggetti di cui si sta parlando. E io che consideravo tutti gli indumenti sportivi genericamente "tute".

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