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Accanto al consueto bancone di molte farmacie italiane è stato collocato un piccolo salvadanaio per raccogliere fondi destinati alla ricerca pediatrica sui tumori infantili.
L’iniziativa, promossa da Federfarma in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi ETS, offre a chi dona un braccialetto in tessuto color oro. La raccolta resterà attiva fino al 15 marzo 2026. Il progetto intende sfruttare la capillarità delle farmacie per facilitare le donazioni e aumentare la consapevolezza pubblica.
Si tratta di un gesto semplice con obiettivi concreti: finanziare studi clinici e progetti che possano tradursi in terapie mirate per bambini e adolescenti affetti da neoplasie.
Le farmacie funzionano come punti di raccolta e informazione, coinvolgendo la comunità locale nel finanziamento dell’innovazione sanitaria. Secondo le analisi quantitative dei promotori, la presenza diffusa dei punti di donazione aumenta la probabilità di raccolte significative a livello territoriale.
I dati di mercato della filantropia sanitaria mostrano una correlazione tra raccolte fondi diffuse e progressi nella ricerca pediatrica. In Italia si stimano circa 1.400 nuove diagnosi di tumore tra i bambini e 800 tra gli adolescenti ogni anno.
Secondo le analisi quantitative dei promotori, la sopravvivenza a cinque anni supera l’80%, ma permangono lacune significative. In particolare i tumori rari e le forme resistenti alle terapie standard restano aree con opzioni terapeutiche insufficienti. Dal lato macroeconomico, il finanziamento mirato appare fondamentale per colmare queste lacune e sostenere studi clinici specifici per le popolazioni pediatriche. Resta aperta la necessità di aumentare risorse e coordinamento per i casi più complessi.
Il neuroblastoma rappresenta circa il 10% delle neoplasie pediatriche ed è caratterizzato da un profilo clinico eterogeneo. Metà dei casi si presenta ad alto rischio, con probabilità di recidiva attorno al 50%. La complessità biologica richiede approcci integrati che combinino terapia multimodale, ricerca traslazionale e accesso a studi clinici. In questo quadro la ricerca indipendente può favorire l’innovazione sperimentale, sostenere la raccolta di dati clinici e promuovere reti di collaborazione tra centri specialistici.
Resta
La raccolta fondi ha un duplice scopo: sensibilizzare e raccogliere risorse per la ricerca pediatrica. Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, i farmacisti esercitano una funzione sociale che supera la semplice dispensazione dei farmaci. La rete delle farmacie può raggiungere comunità isolate e trasformare un gesto quotidiano in un’opportunità di solidarietà. Il progetto si inserisce nella visione della farmacia come presidio sanitario e punto di contatto continuo con i cittadini, rafforzando coordinamento e infrastrutture locali.
Oltre al salvadanaio e al braccialetto, le farmacie forniranno informazioni sulle finalità della raccolta e sull’avanzamento degli studi clinici. Questo approccio pratico e vicino al paziente mira a favorire una partecipazione diffusa e informata. Secondo le analisi quantitative sul coinvolgimento comunitario, iniziative simili aumentano la consapevolezza pubblica e il sostegno ai trial clinici. Il modello di comunicazione prevede aggiornamenti periodici sui progressi della ricerca e la diffusione di materiali informativi nei punti vendita.
I fondi raccolti quest’anno saranno destinati a uno studio clinico multicentrico europeo volto a valutare l’efficacia delle cellule CAR-T nel trattamento del neuroblastoma. I ricercatori intendono testare nella popolazione pediatrica una terapia cellulare ingegnerizzata che riconosce la molecola GD2, antigene espresso dalle cellule tumorali. Il progetto proseguirà sulla scia della campagna di raccolta fondi e integra il piano comunicativo con aggiornamenti periodici sui progressi della ricerca, come previsto dal modello di comunicazione già adottato nei punti vendita.
Secondo le analisi quantitative, l’iniziativa mira a ridurre i limiti delle terapie tradizionali in forme pediatriche ad alta aggressività. Dal lato organizzativo, il trial coinvolgerà più centri europei per aumentare la robustezza statistica dei dati e accelerare i tempi di validazione clinica. Il prossimo sviluppo atteso è la definizione del protocollo multicentrico e l’avvio della fase di arruolamento dei pazienti.
Durante la presentazione della nuova edizione della campagna nazionale “Il futuro dei bambini”, avvenuta l’11 febbraio a Roma, il prof.
Franco Locatelli ha ricordato che sostenere la ricerca equivale a investire sulle generazioni future. Il docente dell’Ospedale Bambino Gesù ha enfatizzato il ruolo della ricerca clinica per tradurre risultati sperimentali in terapie concrete.
Monica Ramaioli, direttore della Fondazione Umberto Veronesi, ha sottolineato l’importanza di un impegno continuativo per individuare strategie terapeutiche efficaci contro forme ancora difficili da trattare. Entrambi hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di sostegno costante in vista della definizione del protocollo multicentrico e dell’avvio della fase di arruolamento dei pazienti.
La campagna prosegue richiamando la necessità di sostegno stabile in vista della definizione del protocollo multicentrico e dell’avvio della fase di arruolamento dei pazienti. L’iniziativa si fonda su strumenti semplici e quotidiani: il salvadanaio nelle farmacie, il braccialetto simbolico e la presenza giornaliera dei farmacisti come punti di raccolta e informazione.
Il contributo dei donatori, anche se modesto, finanzia le tappe che collegano la ricerca di laboratorio alla sperimentazione clinica.
I promotori sottolineano che l’obiettivo è trasformare l’innovazione in cure concrete per i bambini colpiti da tumore, favorendo il passaggio dalle idee a terapie avanzate come le CAR-T. L’ultimo dato operativo atteso riguarda l’avvio dell’arruolamento nei centri coinvolti nel protocollo multicentrico.