Cammino e gusto: come vivere le due tappe finali della Via Peuceta

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Partire per le ultime due tappe della Via Peuceta significa unire movimento, storia e gastronomia: un percorso ideale per chi cerca il contatto con la natura senza rinunciare alle eccellenze del territorio.

Questo itinerario collega la pianura alla magnifica Matera, attraversando gole scavate nella roccia, boschi e piccoli borghi dove le tradizioni culinarie sono ancora protagoniste.

Le due tappe finali

La prima delle due giornate in esame parte da una cittadina dalla forte impronta scenografica: Gravina in Puglia. Il tratto fino al Santuario di Santa Maria di Picciano è impegnativo per lunghezza e dislivello, ma non richiede tecniche alpinistiche complesse. Percorrere circa 30 km con un dislivello positivo di 530 metri mette alla prova la resistenza, ma regala viste sul canyon e passaggi in ambienti che alternano campagna e tratti boschivi.

È un’occasione per allenare il passo e apprezzare il ritmo del cammino.

Da Gravina a Picciano

All’arrivo, il Santuario di Santa Maria di Picciano offre un punto di ristoro spirituale: alcuni monaci aprono le porte per un pernottamento semplice, ideale per chi cerca la quiete. In alternativa è possibile trovare ospitalità nelle masserie vicine, molte delle quali propongono prodotti locali a km zero e servizi di navetta verso il santuario. Dopo una giornata così intensa, recuperare energie con piatti della cucina mediterranea è fondamentale per il giorno seguente.

Da Picciano a Matera

La seconda tappa può essere affrontata in due varianti: un percorso più lungo e faticoso, di circa 30 km con oltre 400 metri di dislivello, oppure una versione più corta, intorno ai 15 km con circa 280 metri di salita. Qualunque sia la scelta, l’arrivo nella città dei Sassi è emozionante: concediti tempo per esplorare i vicoli, osservare le case rupestri e assaporare la cultura gastronomica locale che da sempre accompagna questo luogo unico.

Cibo, tradizione e recupero energetico

Il cammino non è solo fatica: è anche l’opportunità per conoscere prodotti che raccontano la storia agricola della zona. Tra questi spiccano i lampascioni, piccoli bulbi dal gusto amarognolo consumati freschi o conservati sott’olio, e la crapiata, una zuppa sostanziosa a base di cereali e legumi, perfetta per il recupero calorico post‑cammino. Inserire nella dieta del viaggio piatti ricchi di carboidrati complessi e proteine vegetali aiuta il recupero muscolare e mantiene alta la energia durante le giornate di marcia.

Il peperone crusco: identità e tecnica

Tra i simboli gastronomici della regione c’è il peperone crusco, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale. La sua unicità nasce da una lavorazione semplice e spettacolare: varietà locali di peperone rosso vengono essiccate e poi brevemente scottate in olio bollente, trasformandosi così in un ingrediente croccante e aromatico. Oltre al sapore, il peperone crusco apporta antiossidanti, vitamine e fibre, rendendolo un condimento saporito e nutriente per zuppe, cereali e piatti a base di legumi.

Consigli pratici per il viaggio

Organizzare due giornate di cammino richiede qualche accortezza: calzature adatte, zaino con rifornimenti idrici e scorte di snack energetici, e un piano per le soste serali. Prenota in anticipo se vuoi dormire in masseria o contattare il santuario per verificare la disponibilità di ospitalità; molte strutture offrono anche la possibilità di ritirarti bagagli o servizi navetta. Infine, lascia spazio per la scoperta lenta: passeggiare tra i Sassi di Matera e fermarsi a gustare una porzione di crapiata o una bruschetta con peperone crusco è parte integrante dell’esperienza.

Questo tipo di cammino valorizza non solo il movimento all’aria aperta, ma anche il legame con il paesaggio gastronomico locale: ogni tappa diventa così un’occasione per nutrire il corpo e la memoria, entrando in contatto con sapori che raccontano secoli di coltura e tradizione.