L’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova è stata selezionata come unico centro italiano per eseguire e trasmettere in diretta un intervento al congresso internazionale New York Valves 2026.
La procedura mostrata è un THV-in-THV cioè il trattamento transcatetere della degenerazione di una valvola aortica impiantata in precedenza, effettuata dall’équipe guidata dal professor Giuseppe Tarantini. Il collegamento live ha permesso a specialisti internazionali di osservare passo dopo passo una tecnica avanzata e altamente tecnica, con un impatto diretto sulla formazione e la condivisione di pratiche cliniche.
Il THV-in-THV è un reintervento che consente di sostituire una protesi aortica degenerata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto.
Questa opzione si rivolge a pazienti già portatori di una valvola protesica che nel tempo ha perso efficienza: grazie all’approccio transcatetere è possibile ripristinare la funzione valvolare evitando incisioni e cicatrici maggiori. L’équipe padovana ha privilegiato una tecnica minimalista che prevede sedazione contenuta, posizionamento rapido e protocolli di recupero accelerato; il paziente rimane in molti casi sveglio durante la procedura, si alza dopo poche ore e, nella maggior parte dei casi, può essere dimesso entro due giorni.
Dal punto di vista tecnico, il THV-in-THV richiede esperienza nella gestione delle protesi precedentemente impiantate, valutazioni precise di imaging e scelta accurata del dispositivo di rivaso. Il vantaggio immediato è la riduzione del trauma chirurgico e dei tempi di degenza, con benefici in termini di ripresa funzionale e rischio perioperatorio. L’adozione dell’approccio minimalista riflette inoltre protocolli moderni che mirano a ottimizzare risorse e comfort del paziente senza compromettere la sicurezza.
La trasmissione in diretta dell’intervento ha catturato l’attenzione di oltre 3mila cardiologi e professionisti sanitari collegati da tutto il mondo, offrendo una piattaforma per il confronto su tecniche e strategie complesse. Essere l’unico centro italiano scelto per un collegamento live sottolinea il ruolo di riferimento dell’Azienda Ospedale Università di Padova nella cardiologia strutturale, sia sul piano clinico sia nella formazione internazionale degli interventisti.
La scelta di Padova è stata sottolineata anche dalle istituzioni: dalla sede di Venezia il presidente della Regione del VenetoAlberto Stefani ha commentato che «Dagli Stati Uniti arriva ancora un segnale che la nostra sanità veneta è tra le più affermate a livello internazionale». Stefani ha poi aggiunto la sua vicinanza all’équipe: «Mi congratulo con il professor Tarantini e tutti i suoi collaboratori», affermazione che mette in luce sia il valore dei professionisti coinvolti sia l’organizzazione regionale che li sostiene.
La partecipazione al congresso mondiale non è stata una vetrina fine a se stessa, ma un’occasione per consolidare reti professionali, standardizzare procedure e favorire la diffusione di competenze pratiche. La diretta ha permesso un dialogo immediato tra chi esegue le procedure e chi, nell’aula virtuale, affronta casi analoghi nelle proprie realtà assistenziali, ampliando così il patrimonio condiviso di conoscenze sulla gestione delle valvulopatie degenerative.
Nel complesso, l’evento ribadisce la centralità di Padova nella ricerca e nella pratica della cardiologia strutturale e conferma come l’integrazione di tecnologie, formazione e protocolli sia determinante per offrire cure avanzate senza aumentare oneri inutili per i pazienti.
L’esperienza del team del professor Giuseppe Tarantini rappresenta un riferimento per chi lavora nel campo delle valvulopatie e per le strutture che ambiscono a sviluppare programmi di interventistica transcatetere di alto livello.