Carta di Montecitorio: meno burocrazia e più tempo per la cura

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La manifestazione “Donne che curano” e la sottoscrizione della Carta di Montecitorio segnano un momento significativo per l’oncologia italiana: oltre mille professioniste hanno raccolto in un documento le proposte per alleggerire gli oneri amministrativi, valorizzare il tempo clinico e riconoscere il ruolo dei caregiver.

L’azione nasce dalla rete costruita da Women for Oncology Italy in dieci anni di attività e vuole tradurre esigenze pratiche in politiche sanitarie concrete.

Il testo presentato punta a mettere al centro i tre attori del percorso di cura: il paziente, il caregiver e l’operatore sanitario. Le richieste spaziano dalla sburocratizzazione dei processi, anche alla luce dei progetti legati al PNRR, fino a misure di riconoscimento economico e sociale per chi assiste quotidianamente persone con tumore.

La Carta di Montecitorio e le proposte operative

La Carta riassume priorità concrete rivolte alle istituzioni: riduzione del carico burocratico, tutela del tempo dedicato alla relazione medico-paziente e misure per il riconoscimento dei caregiver. Tra i punti evidenziati figura anche il richiamo allo scudo penale per i medici, per i cui dettagli è in corso un lavoro sindacale, e il sostegno a iniziative su tutela della gravidanza promosse da Enpam.

L’obiettivo dichiarato è rendere sostenibile l’attività clinica senza penalizzare la qualità dell’assistenza.

Cosa cambia per l’organizzazione sanitaria

Secondo le evidenze portate all’attenzione durante l’iniziativa, in Italia operano circa 5 oncologi ogni 100mila abitanti, un dato inferiore rispetto ad altri Paesi europei, mentre il carico amministrativo risulta superiore di circa il 40%. Questa combinazione limita il tempo che i professionisti possono dedicare alla cura e richiede interventi su sistemi digitali, procedure e flussi informativi per eliminare ridondanze e inefficienze.

Tempo di cura, comunicazione e digitalizzazione

Un tema ricorrente è la gestione del tempo: l’attività clinica è sempre più erosa da incombenze amministrative e flussi informativi non integrati. La Carta propone di ripensare le modalità di digitalizzazione per rendere gli strumenti realmente funzionali, evitando interfacce inefficaci che sottraggono ore preziose alla pratica medica. Il fine è rendere la tecnologia alleata della cura, non un ostacolo.

La comunicazione medico-paziente

La comunicazione viene riconosciuta come parte integrante della terapia: dialogare con il paziente, informare con empatia e supportare le scelte richiede tempo e competenze.

La proposta è definire modalità sostenibili che tutelino sia la qualità del rapporto sia l’organizzazione del lavoro, con percorsi formativi e tempi dedicati nella programmazione clinica per garantire un approccio efficace e umano.

Tutela dei caregiver e pari opportunità

La Carta sottolinea la necessità di riconoscere e sostenere i caregiver, in Italia prevalentemente donne tra i 40 e i 65 anni, spesso in età lavorativa. Le proposte prevedono un rafforzamento normativo e misure di sostegno economico per evitare che l’assistenza al malato diventi un onere insostenibile.

Il documento chiede inoltre politiche che favoriscano conciliazione e protezione sociale per chi svolge questo ruolo.

Leadership femminile e dati della survey

In dieci anni Women for Oncology Italy ha costruito una rete di oltre mille specialiste, contribuendo all’emergere di leadership femminile in oncologia. Tuttavia, dai dati preliminari presentati emerge che in quasi il 70% delle strutture il ruolo di Direttore è ancora ricoperto da un uomo, mentre circa il 80% delle professioniste ha segnalato un miglioramento della propria posizione negli ultimi dieci anni, pur con ostacoli legati al contesto lavorativo.

Passaggio di testimone e prospettive

L’edizione 2026 ha segnato anche il passaggio di presidenza da Rossana Berardi a Valentina Guarneri, Direttrice della UOC Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto e docente universitario. La nuova leadership annuncia l’intenzione di consolidare la rete, promuovere iniziative per la parità di genere e mantenere un dialogo serrato con le istituzioni per tradurre la Carta in politiche operative e sostenibili per il sistema oncologico.

In sintesi, la Carta di Montecitorio rappresenta un invito all’azione: semplificare procedure, ottimizzare la digitalizzazione, preservare il rapporto medico-paziente e dare tutele concrete ai caregiver. L’obiettivo è restituire centralità alla cura, migliorando la sostenibilità del servizio sanitario e il benessere di pazienti e professionisti.