Cattiva alimentazione: conseguenze e rimedi

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Al giorno d’oggi è davvero difficile gestire in modo sano l’alimentazione, vista la numerosità di stimoli che riceviamo continuamente. Peraltro siamo esposti in un flusso costante di informazioni contrastanti, diete all’ultimo grido e teoremi alimentari per i quali, prendere una decisione, non è affatto facile.

Tuttavia una cattiva alimentazione conduce quasi sempre svariate problematiche di salute, soprattutto a livello intestinale. Per questo quando le persone iniziano a sperimentare sintomi e fastidi, o quando vanno alla ricerca di quali sono le cause del meteorismo, scoprono, quasi sempre, di dover rimettere ordine nella propria dieta.

Cattiva o buona alimentazione: un chiarimento

Salute e alimentazione vanno sempre di pari passo per cui non c’è affermazione più vera di quella pronunciata (forse) dal filosofo tedesco Ludwig Feuerbach: “siamo ciò che mangiamo”. Una cattiva alimentazione, dunque, non è data solo da ciò che mangiamo nell’arco di un periodo di tempo ma anche dalle quantità e, soprattutto, dalla variazione degli alimenti.

Sostenere che un alimento sia dannoso, salvo rari casi, è fuorviante e diseducativo perché, molto spesso, il web tende a polarizzare i cibi buoni e quelli cattivi. Questo modo di ragionare è sbagliato e non è utile a capire in che modo si possa gestire una buona alimentazione o come si caratterizzi una etichettata come “cattiva”.

Di conseguenza una pizza, un piatto di pasta o la lasagna domenicale della nonna non sono da demonizzare ma, semplicemente, da inserire nell’arco di un’alimentazione variegata e ricca di frutta e verdura fresca, cotture semplici e tanti bicchieri d’acqua.

Cosa comporta un’alimentazione errata?

Quando gli alimenti complessi, ricchi di grassi o eccessivamente zuccherini primeggiano nei nostri pasti, quindi, staremo conducendo una cattiva alimentazione. Viceversa quando risultano maggiori quantità di frutta, verdura, legumi, cereali e proteine di vario genere alternate a cibi più calorici o grassi, la nostra alimentazione sarà da considerarsi “buona”.

Per capire se la nostra alimentazione sia buona o cattiva basterà riflettere su come conduciamo la nostra routine quotidiana. Di norma un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri tende a far accumulare grasso su addome, glutei e fianchi e si manifesta attraverso numerosi sintomi tra cui spossatezza, mancanza di energia, difficoltà a dormire e problemi intestinali.

Macronutrienti e calorie

Zuccheri, grassi e cibo spazzatura provocano anche l’aumento del cortisolo e delle risposte del nostro cervello che sono note come “meccanismi di ricompensa”. Quando mangiamo alimenti poco sani, quindi, si tende ad aumentare di peso e a provare numerosi attacchi di fame.

Le fibre contenute in frutta e verdura, invece, rimangono più a lungo nel nostro organismo ed effettuano un rilascio lento e graduale di energia. È per questo che andrebbero assunte con regolarità, in almeno cinque porzioni al giorno a scelta tra frutta e verdura.

Un altro aspetto da considerare per capire se la nostra alimentazione sia “buona” o “cattiva” è quello delle porzioni e della distribuzione di calorie, proteine, carboidrati e grassi. Ognuno di noi ha un preciso fabbisogno calorico e macro-nutrizionale da rispettare, motivo per cui eccessi o ammanchi provocheranno, nel medio e lungo periodo, problemi di peso e di digestione.