Centro di Salute Mentale ad Airola, sollecitata la riapertura immediata per i pazienti della Valle Caudina

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.

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Il trasferimento del Centro di Salute Mentale originariamente attivo in via Dei Fiori ad Airola ha generato una catena di proteste e richieste formali da parte del Circolo del Partito Democratico «Aldo Moro», delle famiglie dei pazienti e di amministrazioni locali.

Dal 16 febbraio il servizio è operativo a Puglianello, a oltre 30 chilometri dalla Valle Caudina, uno spostamento che i protagonisti definiscono un «esilio sanitario» per le persone più fragili.

La situazione è degenerata in una questione amministrativa e sociale: percorsi terapeutici interrotti, difficoltà logistiche per il ritiro dei farmaci e crescente pressione politica perché il Centro torni quanto prima in una sede accessibile ai pazienti. Tra le richieste formali c’è un protocollo d’intesa inviato all’ASL di Benevento e ai sindaci dei Comuni coinvolti, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e tempi certi.

Richiesta del Circolo Pd ‘Aldo Moro’ e disponibilità dei Comuni

Il Circolo Pd di Airola ha trasmesso una comunicazione ufficiale alla Direzione Generale e al Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL proponendo un protocollo che riporti il servizio nell’ambito della Valle Caudina. Nel documento si sottolinea che la domanda non è rivolta esclusivamente al Comune di Airola, ma è aperta a qualsiasi Comune dell’area che si renda disponibile ad ospitare temporaneamente il Centro di Salute Mentale con l’obiettivo di restituire ai pazienti un punto di riferimento vicino a casa.

Tra le manifestazioni di disponibilità concrete, il Comune di Bucciano ha formalizzato l’offerta di mettere a disposizione locali idonei e assumersi gli oneri di gestione. Per i promotori dell’iniziativa questa proposta rappresenta una soluzione immediatamente percorribile che richiede solo una valutazione tecnica e decisioni amministrative rapide.

Il punto sui requisiti strutturali e la trasparenza richiesta

I promotori hanno chiesto che ogni immobile valutato venga esaminato con criteri trasparenti: va messo per iscritto cosa manca, quanto costerebbe l’adeguamento e quanto tempo sarebbe necessario per rendere lo spazio idoneo.

In particolare è stato richiamato il caso dell’edificio di via Dei Fiori, definito datato e situato in zona sismica, la cui riqualificazione è subordinata al completamento di altri lavori e quindi soggetta a possibili ritardi.

Pressione delle famiglie e mobilitazioni pubbliche

Le famiglie dei pazienti hanno intensificato le proteste per i disagi causati dal trasferimento a Puglianello. La soluzione temporanea si è rivelata insostenibile sia per il costo della mobilità sia per la complessità delle prestazioni di salute mentale, che spesso richiedono interventi individuali distribuiti nell’arco della giornata e non sono facilmente aggregabili in un unico trasporto collettivo.

La mobilitazione ha preso forme istituzionali: raccolte di firme, un consiglio comunale straordinario richiesto da circa 400 firme e un sit-in annunciato davanti alla sede del Centro di Salute Mentale, con l’obiettivo di ottenere risposte «che dimostrino umanità, efficienza e credibilità istituzionale». Le famiglie hanno indicato locali pronti a Bucciano già dal 7 maggio come opzione concreta, sottolineando che ignorare tale offerta per mere ragioni politiche sarebbe gravissimo.

Le osservazioni sulla navetta e i costi del trasporto

Tra le soluzioni proposte informalmente da qualcuno è circolata l’idea di una navetta per collegare la Valle Caudina a Puglianello. Il Circolo Pd e i rappresentanti delle famiglie la considerano inadeguata: il carattere individuale delle prestazioni, la necessità di frequenze diverse e l’impatto economico fanno ritenere che un servizio di trasporto continuativo sarebbe più oneroso e meno efficace rispetto al reinserimento del Centro di Salute Mentale in una struttura vicina.

Il coordinatore del Circolo, avv. Diego Ruggiero, ha richiamato le istituzioni a un approccio pragmatico: il bene dei pazienti deve prevalere su campanilismi e ritrosie politiche, e riconoscere la disponibilità di un Comune vicino non deve essere interpretato come una sconfitta ma come una scelta responsabile.

Il Circolo rimane a disposizione delle autorità sanitarie e amministrative per collaborare alla definizione di un percorso praticabile e chiede un riscontro urgente dall’ASL per evitare che l’attuale emergenza persistente produca ulteriori danni a persone già fragili.