Come coltivare le camelie e dove vederle in fiore

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Le camelie sono tra le piante ornamentali più amate: offrono una gamma sorprendente di forme e colori, con oltre 25.000 varietà che vanno dal bianco candido al rosso intenso, dai petali semplici a corolle vaste e ruvide come quelle delle peonie.

Nonostante l’aspetto spesso sontuoso, molte cultivar sono praticamente inodori — un dettaglio che Alexandre Dumas figlio trasformò in simbolo, scegliendo una camelia senza profumo per la protagonista del suo romanzo del 1848, Marguerite Gautier.

Origine, storia e diffusione
La camelia appartiene al genere Camellia ed è originaria dell’Asia. In Cina si trovano ancora esemplari secolari, testimoni di una lunga storia colturale. In Europa arrivò alla fine del Settecento: in Italia le prime piantagioni documentate furono realizzate alla Reggia di Caserta.

Nell’Ottocento botanici e appassionati, come il medico Luigi Sacco e il conte Bernardino Lechi, iniziarono a ibridare nuove forme e colori, ampliando notevolmente la varietà disponibile. Oggi la coltivazione è diffusa anche in Inghilterra, Stati Uniti e Australia, dove le camelie restano oggetto di raccolta e curiosità per giardinieri e collezionisti.

Calendario delle fioriture
Le diverse specie fioriscono in periodi differenti, così da coprire gran parte dell’anno a seconda del clima locale.

La Camellia sasanqua, per esempio, sboccia dall’autunno all’inverno: in zone miti i primi fiori possono apparire già a settembre e resistere fino a febbraio. Tra le varietà precoci si ricordano Cleopatra, Hino de Gumo ed Eleonora Genoni; Kanjiro, Jennifer Susan e Yuletide fioriscono invece tra novembre e gennaio. La Camellia japonica — la cosiddetta “rosa del Giappone” — predomina in marzo: le sue fioriture primaverili durano in genere tre-quattro settimane, ma tempi e durata dipendono molto da esposizione e microclima.

Terreno, irrigazione e concimazione
Dopo la fioritura la ripresa vegetativa passa per scelte colturali corrette. Le camelie preferiscono ombra parziale e ambienti umidi, tipici del sottobosco, e richiedono un terreno leggero, fresco, ricco di sostanza organica e ben drenato. L’acqua non deve essere troppo alcalina: l’uso di acqua piovana o decantata aiuta a prevenire la clorosi. Evitare sia il ristagno idrico sia la siccità prolungata: entrambi danneggiano gravemente le radici.

Per la concimazione si suggeriscono prodotti specifici per piante acidofile, a lenta cessione e in dosi moderate — una o due applicazioni all’anno sono spesso sufficienti. In estate è utile proteggere le piante dal sole diretto e dal vento con ombreggiature leggere; potature contenute e una buona pacciamatura aiutano a mantenere costanti umidità e temperatura del terreno, riducendo lo stress e favorendo fioriture regolari.

Camelie in vaso
In vaso le camelie richiedono maggiore cura: il substrato si asciuga più rapidamente e la pianta è più sensibile agli sbalzi idrici e termici.

Questo può provocare la caduta precoce del fiore o lo scivolamento dei petali. Le cause frequenti sono la tensione idrica o ondate di calore. Se si coltivano su balcone, conviene scegliere esposizioni riparate e creare una lieve ombra; disporre gruppi di vasi fianco a fianco contribuisce a schermare il vento e a stabilizzare il microclima.

Dove ammirarle
In Italia e in Svizzera esistono giardini famosi per la ricchezza di camelie.

A Locarno il Parco delle Camelie occupa 15.000 metri quadrati e comprende oltre 1.100 varietà, riconosciuto dall’International Camellia Society. Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, il giardino di Villa Anelli a Oggebbio conserva circa 400 specie e apre le sue collezioni nei periodi di massima fioritura. A Verbania Fondotoce il vivaio Compagnia del Lago, guidato da Paolo Zacchera, coltiva oltre 200 specie ornamentali e un grande lotto di Camellia sinensis, la pianta da cui si ricava il tè.

Alcuni vivaisti propongono piante da collezione che possono essere utilizzate anche per la produzione di tè; sono però varietà che richiedono cure più attente, e spesso sono più adatte a coltivatori esperti o a chi dispone di condizioni ambientali controllate.

Clima e variabilità delle fioriture
Il cambiamento climatico sta influenzando i cicli di fioritura: un generale aumento delle temperature può allungare il periodo di fioritura delle specie invernali, ma oscillazioni termiche e anomalie stagionali rendono le date di apertura dei boccioli più imprevedibili.

Per questo i giardinieri consigliano di osservare le piante nel loro microclima e di adattare irrigazione, esposizione e potature alle condizioni locali. Le recenti rilevazioni mostrano infatti una variabilità crescente, con ricadute sulla programmazione degli eventi florali.

Consigli pratici
Con poche attenzioni — scelta del sito, gestione idrica attenta e fertilizzazione moderata — le camelie possono regalare spettacoli fiorali notevoli, sia in piena terra sia in vaso. Per migliorare la resa conviene privilegiare posizioni con buon drenaggio, irrigare in modo regolare ma senza esagerare e somministrare concimi bilanciati nei periodi di riposo vegetativo.

Monitoraggi continui e campagne di osservazione aiuteranno a definire finestre di fioritura più stabili e a organizzare meglio aperture ed esposizioni stagionali.