Come la rete delle farmacie sostiene la ricerca sulle CAR-T per il neuroblastoma

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La presentazione a Roma della quinta edizione dell’iniziativa ha riacceso l’attenzione su un tema cruciale: come mettere a sistema la capillarità delle farmacie per sostenere la ricerca oncologica pediatrica.

Dal 15 febbraio al 15 marzo le farmacie di tutta Italia diventano punti di raccolta fondi per finanziare le terapie CAR-T contro il neuroblastoma, una delle neoplasie più aggressive in età infantile. L’obiettivo non è solo raccogliere risorse in un periodo limitato, ma creare un flusso continuo di sostegno verso studi clinici e ricerche precliniche che spesso arrancano per carenza di finanziamenti.

Perché le farmacie hanno un ruolo così strategico
Le farmacie non sono più soltanto sportelli per il ritiro dei farmaci: sono presidi vicini al territorio, frequentati quotidianamente da persone di tutte le età.

Questa prossimità facilita il dialogo con le comunità locali e con chi è più vulnerabile, permettendo di spiegare progetti complessi in modo semplice e diretto. In pratica, inserire una campagna di raccolta fondi in una rete di farmacie aumenta la fiducia dei donatori e favorisce donazioni ricorrenti più che iniziative esclusivamente digitali.

Dal punto di vista operativo, una rete capillare riduce i costi logistici delle raccolte e amplia immediatamente il bacino di potenziali donatori.

Materiali informativi, cassette e terminali per le donazioni diventano strumenti per rendere visibile il problema delle malattie rare pediatriche e per mostrare, con trasparenza, dove andranno i fondi raccolti.

Capillarità e fiducia: una coppia efficace
La fiducia che molte famiglie ripongono nel farmacista trasforma la farmacia in uno spazio adatto non solo alla raccolta fondi, ma anche all’informazione sanitaria. Qui, messaggi su terapie innovative come le CAR-T possono essere tradotti in parole accessibili, aiutando il pubblico a capire perché certe sperimentazioni richiedono costi elevati e tempi lunghi.

Quando l’informazione è chiara e arriva da una voce conosciuta, la probabilità che si trasformi in azione concreta—una donazione, un passaparola, un coinvolgimento—aumenta sensibilmente.

La campagna: cosa propone e come funziona
La quinta edizione si svolge nella finestra tra metà febbraio e metà marzo con un obiettivo preciso: raccogliere risorse per sostenere lo sviluppo clinico delle CAR-T dedicate al neuroblastoma. Le CAR-T sono cellule del sistema immunitario ingegnerizzate per riconoscere e attaccare il tumore; si tratta di una frontiera terapeutica promettente, ma che comporta costi elevati per produzione, studi multicentrici e infrastrutture necessarie alla somministrazione.

Le farmacie aderenti mettono a disposizione materiali informativi, spazi per il confronto e strumenti per la raccolta (cassette, POS dedicati). Chi si avvicina trova spiegazioni semplici sulle CAR-T, informazioni su come vengono utilizzati i fondi e riferimenti ai centri clinici coinvolti nel progetto. Questo approccio aumenta la trasparenza e favorisce il coinvolgimento diretto dei cittadini.

Come partecipare e cosa cambia
Partecipare è immediato: donare direttamente in farmacia, trovare brochure che illustrano lo stato degli studi, o semplicemente parlare con il personale per avere chiarimenti.

L’integrazione tra presenza fisica nelle comunità e azioni informative rende i progetti di ricerca più visibili e comprensibili. In prospettiva, un modello simile facilita il finanziamento di trial multicentrici su patologie rare, aumentando la possibilità di avviare studi con un orizzonte temporale più lungo e maggiore rigore scientifico.

L’importanza della continuità
Il vero valore della raccolta non si misura solo nelle settimane dell’iniziativa: la ricerca sulle malattie pediatriche richiede continuità.

Fondi regolari permettono di sostenere laboratori, coprire i costi dei trial e mantenere infrastrutture cliniche fondamentali per le terapie avanzate. Trasformare un evento occasionale in una pratica consolidata all’interno della rete delle farmacie significa dare stabilità ai progetti e aumentare la probabilità di risultati concreti per i bambini coinvolti.

Un modello replicabile ad altre patologie
L’esperienza mostra che combinare informazione e raccolta fondi all’interno delle farmacie può essere esteso anche ad altre malattie pediatriche poco finanziate.

Standardizzare i materiali informativi e i processi di rendicontazione riduce i costi amministrativi e rende più semplice esportare il modello in nuove aree. Con flussi di donazioni costanti, diventa più realistico programmare trial di qualità e attirare cofinanziamenti pubblici e privati.

Una sfida che riguarda tutti
Questa campagna mette al centro un’idea semplice: mettere in rete comunità, professionisti sanitari e ricerca può fare la differenza. Il coinvolgimento delle farmacie valorizza la relazione di fiducia con il pubblico, aumenta la trasparenza sull’impiego delle risorse e contribuisce a creare canali stabili per finanziare studi che, altrimenti, resterebbero in stallo.

Per sostenere concretamente la ricerca oncologica pediatrica servono impegno collettivo e continuità—due ingredienti che la rete delle farmacie è ben posizionata a offrire.