Comprendere la violenza filio-parentale e le sue dinamiche

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La violenza è un tema che permea la nostra quotidianità, manifestandosi attraverso telegiornali, approfondimenti, e persino serie televisive.

Ma ciò che spesso sfugge è che la violenza non è sempre un fenomeno esterno; può anche manifestarsi tra le mura domestiche, in quella che dovrebbe essere un’oasi di sicurezza. La violenza filio-parentale è un aspetto di questa problematica che merita attenzione.

Nonostante il suo crescente riconoscimento, la violenza da parte dei figli verso i genitori rimane un argomento scarsamente discusso. Recenti ricerche hanno dimostrato che un numero significativo di genitori vive situazioni di violenza domestica perpetrata dai propri figli, un fenomeno spesso sottovalutato e stigmatizzato.

La diffusione della violenza filio-parentale

Uno studio pubblicato nella rivista BMC Public Health ha rivelato dati allarmanti riguardo alla violenza filio-parentale in Italia. Analizzando 25 studi precedenti, la ricerca ha mostrato che circa il 34,8% dei 25.000 partecipanti ha ammesso di aver esercitato forme di violenza sui genitori. In particolare, il 10% ha riportato atti di violenza fisica, mentre un impressionante 82,6% ha ammesso di aver subito violenza psicologica.

Questa meta-analisi è cruciale per comprendere l’estensione del problema, che è spesso difficile da quantificare a causa della stigma sociale che circonda l’argomento. Secondo la psicologa Virginia Suigo, molte famiglie si trovano in una situazione di isolamento e vergogna, rendendo difficile per i genitori cercare aiuto.

Un aumento preoccupante delle denunce

Un’analisi condotta da Alessandro Rudelli ha evidenziato un incremento significativo delle denunce per maltrattamenti in famiglia da parte di minori, con un aumento del 56% tra il 2014 e il 2017.

Nel primo semestre, il numero delle denunce ha quasi eguagliato il totale dell’intero anno 2018, suggerendo che il problema è in costante crescita.

Le forme di violenza filio-parentale

La violenza filio-parentale può manifestarsi in diverse modalità, ognuna con le proprie caratteristiche e conseguenze. Tra queste, la violenza verbale è particolarmente insidiosa, includendo insulti, sarcasmo e provocazioni che mirano a umiliare i genitori. La violenza fisica, invece, può manifestarsi attraverso aggressioni dirette, come spintoni e colpi.

Non meno preoccupante è la violenza economica, che si traduce in furti, estorsioni di denaro e manipolazioni emotive per ottenere risorse finanziarie. Infine, la violenza emotiva si manifesta attraverso comportamenti manipolatori, minacce e richieste irrealistiche che mirano a controllare le reazioni dei genitori.

Chi sono i figli violenti?

La violenza filio-parentale colpisce principalmente i giovani in età adolescenziale, un periodo critico in cui si manifestano le prime forme di ribellione.

Tuttavia, non tutti i ragazzi violenti seguono lo stesso profilo. Alcuni possono aver assistito a violenze in famiglia, interiorizzando comportamenti distruttivi. Altri possono provenire da legami familiari eccessivamente protettivi, dove il bisogno di autonomia diventa conflittuale.

Le separazioni conflittuali tra genitori possono trasformare i figli in strumenti di vendetta, mentre ci sono anche casi di famiglie apparentemente normali ma che nascondono dinamiche di violenza sotto la superficie.

Il ruolo delle sostanze e della genetica

L’uso di sostanze stupefacenti è un fattore che può esacerbare la violenza filio-parentale. Secondo il report ESPAD®Italia , un numero consistente di adolescenti ha sperimentato l’uso di sostanze illegali, anche se i dati mostrano un leggero calo rispetto agli anni precedenti. L’assunzione di droghe può influenzare il comportamento, portando a reazioni più impulsive e violente nei confronti dei genitori.

Tuttavia, non esiste un “gene della violenza” che determini automaticamente comportamenti aggressivi.

La violenza è una scelta, e non una predisposizione genetica. Molti adolescenti violenti all’esterno possono essere protettivi nei confronti dei genitori.

Strategie per affrontare il problema

Affrontare la violenza filio-parentale richiede un approccio ponderato. La punizione, spesso vista come una risposta immediata, può rivelarsi inefficace e controproducente. Secondo Suigo, è essenziale stabilire un dialogo aperto e onesto con i figli, identificando comportamenti accettabili e quelli da correggere.

Un piano d’azione chiaro, che includa rinforzi positivi e il supporto di professionisti, può aiutare a ristabilire l’equilibrio all’interno della famiglia.

È fondamentale anche che i genitori non si sentano soli nella loro lotta, ma possano contare su un sistema di supporto che includa familiari e professionisti.

In situazioni gravi, potrebbe essere necessario considerare un allontanamento temporaneo per garantire la sicurezza di tutti i membri della famiglia. In questo contesto, iniziative come Le Querce di Mamre offrono un rifugio sicuro e supporto ai genitori in difficoltà.