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Negli ultimi anni, un nuovo termine è emerso nel linguaggio della salute mentale: ortosonnia.
Introdotto dalla ricercatrice Kelly Glazer Baron nel 2017, questo concetto descrive un’attenzione eccessiva verso la qualità del sonno, che può trasformarsi in una vera e propria ossessione. L’obiettivo diventa quello di raggiungere ogni notte un sonno ideale, ma questo può portare a conseguenze negative.
Pur non essendo ufficialmente riconosciuta come un disturbo nei manuali diagnostici, l’ortosonnia si presenta come una condizione comportamentale che può sfociare in insonnia, ansia e un uso compulsivo di dispositivi per monitorare il sonno.
Gli individui affetti da questa condizione tendono a fissarsi su parametri come il numero di ore di sonno, la perfezione dei cicli di sonno e l’assenza di risvegli notturni.
Tra i segnali più comuni di ortosonnia si possono trovare: preoccupazione costante per la qualità del sonno, difficoltà a rilassarsi prima di coricarsi e una dipendenza dai dati forniti dai monitor del sonno. Questo comportamento è spesso alimentato da standard irrealistici e aspettative elevate.
Le cause dell’ortosonnia sono multifattoriali e possono includere elementi psicologici, culturali e personali. La pressione sociale e le immagini idealizzate di un sonno perfetto, amplificate dai social media e dai dispositivi tecnologici, possono contribuire a questa condizione. Sebbene la motivazione iniziale possa essere quella di migliorare la qualità del sonno, l’ortosonnia può portare a conseguenze tangibili.
Tra le conseguenze negative dell’ortosonnia vi sono l’aumento dell’ansia, la difficoltà a conciliarsi con il sonno e un deterioramento del rapporto con il riposo.
In alcuni casi, la ricerca di un sonno perfetto può diventare fonte di stress, generando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Gli esperti suggeriscono diverse strategie per gestire l’ortosonnia. Prima di tutto, è fondamentale stabilire un ritmo sonno-veglia regolare, evitando di fissarsi su dati e statistiche. Creare un ambiente rilassante e privo di distrazioni prima di coricarsi può favorire un approccio più sano al sonno.
Inoltre, praticare tecniche di rilassamento, come la meditazione o la respirazione profonda, può aiutare a ridurre l’ansia legata al sonno. Infine, se l’ossessione per il sonno dovesse persistere, è consigliabile consultare un professionista della salute mentale per ricevere supporto adeguato.