Consigli per sopravvivere ai concerti estivi: idratazione, protezione dalle zanzare e prevenzione del colpo di calore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.

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L’estate è la stagione dei grandi concerti all’aperto, con artisti come Ultimo, Vasco Rossi e Max Pezzali che riempiono stadi, parchi e arene.

Tuttavia, queste esperienze possono mettere a dura prova il corpo, con temperature elevate, lunghe attese e folla. Scopriamo come affrontare al meglio queste sfide per godersi i live in sicurezza.

I concerti estivi rappresentano un’occasione di svago, ma espongono il corpo a condizioni particolari. Temperature elevate, lunghe permanenze in piedi e difficoltà a bere con regolarità possono compromettere il benessere fisico. Inoltre, le misure di sicurezza adottate dagli organizzatori, come il divieto di bottiglie con tappo e l’eventuale divieto di spray aerosol, rendono ancora più importante una preparazione adeguata.

Perché ai concerti ci si disidrata facilmente

La disidratazione non è solo un problema delle giornate particolarmente calde. Durante un concerto, il corpo lavora intensamente per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°C, soprattutto attraverso la sudorazione. Le ore trascorse in piedi, il calore irradiato dall’asfalto o dal prato e la vicinanza con migliaia di altre persone aumentano la produzione di calore corporeo. Se le perdite di liquidi non vengono compensate, l’organismo entra progressivamente in uno stato di disidratazione.

Secondo l’American College of Sports Medicine una perdita di acqua pari al 2% del peso corporeo può compromettere le prestazioni fisiche e cognitive, causando stanchezza, riduzione della concentrazione, mal di testa e capogiri. Per evitare questi sintomi, è fondamentale bere regolarmente durante la giornata e fare un pasto leggero ma completo, ricco di frutta e verdura.

Le regole pre-concerto per evitare la disidratazione

Una delle strategie più efficaci per evitare la disidratazione inizia diverse ore prima dell’evento.

Bere regolarmente durante la giornata permette di arrivare al concerto con una buona riserva di liquidi. È consigliabile consumare acqua a piccoli sorsi durante tutta la giornata e fare un pasto leggero ma completo, ricco di frutta e verdura, alimenti che contribuiscono anche all’apporto di acqua e sali minerali.

Al contrario, è meglio limitare il consumo di alcolici prima dell’ingresso. L’alcol aumenta infatti la diuresi e può favorire la perdita di liquidi, oltre a ridurre la percezione dei primi segnali di disidratazione.

Bottigliette senza tappo: come gestire l’idratazione

Quasi sempre, il tappo della bottiglia viene ritirato ai controlli di sicurezza. La misura serve a ridurre il rischio che le bottiglie possano essere lanciate tra il pubblico, ma rende inevitabilmente più difficile conservare l’acqua durante il concerto. Molte persone finiscono così per bere tutta la bottiglietta nei primi minuti oppure, al contrario, evitano di acquistarne un’altra per non perdere il posto vicino al palco.

Il consiglio degli esperti è semplice: bere poco e spesso, approfittando dei momenti di pausa o dei punti di ristoro, invece di assumere grandi quantità d’acqua in una sola volta.

Attenzione al colpo di calore e alle zanzare

La disidratazione rappresenta soltanto uno dei rischi. Se il calore accumulato supera la capacità dell’organismo di disperderlo, può svilupparsi il cosiddetto colpo di calore, una condizione potenzialmente grave. I primi sintomi comprendono forte debolezza, vertigini, nausea, confusione mentale, mal di testa intenso e, nei casi più severi, perdita di coscienza.

Per evitare il colpo di calore, è consigliabile utilizzare un cappello fino all’ingresso, applicare una crema solare ad ampio spettro almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione e cercare, quando possibile, zone ombreggiate durante le attese.

Le zanzare sono più attive al tramonto, soprattutto la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus). Questi insetti sono attratti dall’anidride carbonica che espiriamo, dal calore corporeo e da alcune sostanze presenti nel sudore.

Uno studio pubblicato sulla rivista Cell ha mostrato che alcune persone producono quantità maggiori di specifici acidi carbossilici sulla superficie cutanea, rendendole particolarmente attraenti per le zanzare.

Come proteggersi dalle zanzare senza spray

Molti regolamenti vietano l’ingresso di bombolette aerosol. Fortunatamente esistono diverse alternative che sono generalmente consentite perché non pressurizzate. Le salviettine impregnate di repellente rappresentano una delle soluzioni più pratiche: occupano pochissimo spazio, non rischiano di perdere liquido nello zaino e permettono di riapplicare il prodotto in modo uniforme.

Anche i formati in stick, roll-on o crema sono spesso ammessi, soprattutto se di piccole dimensioni. Ha senso applicare il repellente poco prima dell’ingresso, seguendo le indicazioni riportate in etichetta e distribuendo il prodotto sulle aree di pelle esposte. I repellenti contenenti DEET o icaridina sono quelli per cui esistono le prove scientifiche più solide e possono offrire una protezione che varia mediamente dalle quattro alle otto ore.

L’abbigliamento può ridurre le punture. Gli esperti consigliano indumenti leggeri ma con trama fitta e, se possibile, non troppo aderenti. Anche scegliere colori chiari può rappresentare un piccolo vantaggio, poiché le zanzare sono maggiormente attratte da tonalità molto scure come nero e blu intenso.

Altri consigli per affrontare i concerti estivi

La toilette è un problema spesso sottovalutato. Molti spettatori finiscono per bere meno del necessario semplicemente perché temono di perdere il posto in fila o sotto il palco andando ai servizi igienici.

Ridurre drasticamente l’assunzione di liquidi aumenta il rischio di disidratazione proprio quando il corpo ne avrebbe maggiore bisogno. La soluzione migliore consiste nell’organizzarsi prima dell’ingresso, utilizzare i servizi disponibili appena arrivati e, se si è con amici, accordarsi in modo da potersi alternare senza perdere completamente la posizione.

I grandi concerti all’aperto rappresentano ambienti ad alta densità di persone provenienti da città e Paesi diversi. Gli infettivologi ricordano che, in presenza di tosse, raffreddore, mal di gola o febbre, indossare una mascherina può ridurre il rischio di trasmettere virus respiratori agli altri spettatori.

Si tratta di una misura di buon senso che continua ad avere valore anche oltre la pandemia di COVID-19, soprattutto nei contesti molto affollati.