Consumo moderato di vino all’interno della dieta mediterranea e calo della mortalità

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Negli ultimi decenni la relazione tra consumo di alcol e salute ha alimentato dibattiti e studi contraddittori.

Un’analisi condotta dall’Università di Navarra in collaborazione con l’Hospital Clínic di Barcellona ha cercato di chiarire il ruolo specifico del vino quando viene consumato all’interno del modello alimentare tipico del Mediterraneo. I ricercatori hanno riunito dati di larga scala per verificare se il beneficio, se presente, dipenda dal vino in sé o dall’insieme delle abitudini salutari.

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, integra le informazioni di due coorti spagnole di riferimento, PREDIMED e SUN, per valutare gli esiti cardiovascolari e la mortalità generale.

Con oltre 18.000 partecipanti seguiti per più di 20 anni, l’analisi offre un quadro solido per esplorare l’interazione tra aderenza alla dieta mediterranea e consumo moderato di vino, distinguendo questo effetto da quello di altre bevande alcoliche o da singoli cibi.

Design dello studio e coorti coinvolte

I dati combinati provengono da due popolazioni ben caratterizzate: PREDIMED, uno studio d’intervento noto per la ricerca sulla dieta mediterranea, e SUN, una coorte osservazionale ampia.

Complessivamente sono state analizzate oltre 18.000 persone con follow-up esteso, consentendo di misurare eventi come infarto, ictus e mortalità per qualsiasi causa. L’approccio ha permesso di valutare separatamente l’effetto della dieta e dell’alcol all’interno dello stesso modello alimentare, riducendo il rischio di attribuire il beneficio a un singolo elemento isolato.

Che cosa si intende per consumo moderato?

Nel lavoro il termine consumo moderato è definito in modo operativo: almeno sette bicchieri a settimana ma meno di tre al giorno.

Questa soglia è stata utilizzata per confrontare gruppi con differenti abitudini di consumo. I risultati indicano che al di sopra di questa soglia giornaliera il beneficio scompare, suggerendo una relazione non lineare tra quantità consumata e esito di salute.

Risultati principali e interpretazione

I partecipanti con elevata aderenza alla dieta mediterranea che non includevano il vino hanno registrato una riduzione della mortalità del 23% rispetto ai confronti. Quando alla stessa dieta si aggiungeva un consumo moderato di vino, la diminuzione della mortalità saliva al 33%, con anche una minore incidenza di eventi cardiovascolari maggiori.

Tuttavia, combinando i dati di PREDIMED e SUN, l’associazione significativa si è mantenuta soltanto tra coloro che soddisfacevano entrambe le condizioni: dieta di alta qualità e consumo moderato di vino.

Contesto e cautela interpretativa

Il professor Miguel Ángel Martínez-González, primo autore dello studio, ha sottolineato che i dati non dimostrano che il vino sia intrinsecamente benefico: piuttosto l’effetto favorevole sembra emergere solo all’interno di un contesto alimentare ricco di componenti antinfiammatori come olio extravergine di oliva, legumi, frutta, verdura e frutta secca.

Lo studio mette in guardia dall’interpretare i risultati come un invito generale a bere, ribadendo l’importanza del modello dietetico globale rispetto ai singoli alimenti o bevande.

Verso un trial definitivo: il progetto UNATI

Per approfondire se gli effetti osservati siano imputabili all’alcol o ad abitudini salutari associate, i ricercatori hanno avviato il progetto UNATI (University of Navarra Alumni Trialists Initiative). Questa iniziativa mira a essere il più grande studio di intervento sul rapporto tra consumo moderato di alcol e salute, con l’obiettivo di raggiungere 10.000 partecipanti; oltre 7.000 sono già stati reclutati in Spagna.

UNATI confronterà il consumo moderato con l’astinenza e includerà controlli sistematici, test oggettivi e valutazioni su salute cardiovascolare e rischio di cancro, con finanziamenti importanti tra cui una sovvenzione ERC advanced grant di 2,5 milioni di euro e il supporto del Governo della Navarra, dell’Università di Harvard e dell’Istituto di Salute Carlos III.

In sintesi, la ricerca suggerisce che un vino moderato può essere associato a benefici di salute se inserito in una dieta mediterranea seguita con rigore, ma i risultati non autorizzano a generalizzare un effetto protettivo del vino fuori da questo contesto.

Il prosieguo del progetto UNATI dovrebbe chiarire se il nesso osservato è dovuto all’alcol o alle abitudini di vita che lo accompagnano.