Coronavirus: quando è necessario rivolgersi al medico?

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Il coronavirus è un nemico invisibile ma potenzialmente molto pericoloso.

Si tratta di un virus che colpisce le vie aeree e che si manifesta con diversi sintomi simili a quelli di un’influenza.

Coronavirus: i sintomi

Tra i principali sintomi legati al coronavirus vi sono febbre, spossatezza, stanchezza, dolori muscolari, congestione respiratorio-nasale e tosse secca. Alcuni pazienti manifestano anche altri fastidi come diarrea o mal di gola. In generale si tratta di sintomi che cominciano a manifestarsi in maniera graduale e sono spesso di lieve entità.

In alcuni casi però, le condizioni possono aggravarsi portando il malato ad avere difficoltà nel respirare, a sviluppare polmoniti di varia gravità fino a soffrire di insufficienze respiratorie acute e gravi, insufficienze renali e, in altri casi, la malattia può essere persino fatale.

Alcune persone si infettano con il coronavirus pur non manifestando alcun tipo di fastidio o sintomo evidente. In alcuni casi, infatti, i sintomi da Covid-19 sono lievi con un processo di peggioramento lento.

Di tutti i malati per coronavirus circa un paziente su cinque sviluppa poi dei sintomi così gravi da portare a insufficienze e difficoltà respiratorie, necessitando di un’assistenza in terapia intensiva.

Cosa si deve fare

Se si presentano sintomi o se si ha la febbre, innanzitutto, non bisogna uscire di casa per nessun motivo. Questa è una precauzione fondamentale perché protegge se stessi e gli altri da potenziali nuovi contagi. Inoltre, se si è entrati in contatto con persone positive o si sospetta di aver contratto il Covid-19 non bisogna assolutamente recarsi in pronto soccorso.

Restare a casa senza andare in ospedale, infatti, aiuta a prevenire i rischi di contagiare gli altri e soprattutto evita di creare inutili sovraffollamenti che in un momento di emergenza sanitaria creerebbero ulteriori danni. Chi pensa di soffrire dei sintomi legati al coronavirus deve contattare il proprio medico di base per capire, innanzitutto, la natura dei sintomi, ricostruendo movimenti, spostamenti ed anamnesi e capire se può effettivamente trattarsi di Covid-19 oppure se si è di fronte all’influenza stagionale che è, sì in calo, ma comunque ancora presente nel nostro Paese.

Se il medico sospetta un possibile contagio da coronavirus il paziente deve immediatamente mettersi in contatto con i numeri verdi messi a disposizione dalle diverse regioni, mentre il medico informerà la ASL. Attraverso i numeri regionali si provvederà a visitare il paziente con le dovute precauzioni effettuando anche il tampone per verificare l’eventuale positività.

Qualora si risultasse positivi saranno i medici ed il personale sanitario a valutare lo stato di salute del paziente e prendere le misure necessarie.

In alcuni casi potrebbe essere necessario un ricovero in reparto per tenere sotto controllo i parametri, mentre in altri casi può essere necessario il semplice isolamento domiciliare a casa propria. I pazienti con insufficienze respiratorie, patologie gravi o con sintomi in stadi avanzati, invece, potrebbero aver bisogno di essere attaccati alla ventilazione artificiale oppure di venire trasferiti nei reparti di rianimazione e terapia intensiva. Il coronavirus non deve essere sottovalutato e bisogna prevenire la sua diffusione in ogni modo.

La prevenzione

Per contrastare il coronavirus, al momento, non esistono né cure specifiche né un vaccino. Questo significa che siamo tutti potenzialmente in pericolo. L’unica arma a disposizione è cercare di prevenire la diffusione e ridurre le occasioni di contagio. Sappiamo che il coronavirus si diffonde attraverso le vie aeree e quindi è fondamentale tenere una distanza di almeno un metro dalle altre persone. Anche le mani, però, se entrano in contatto con superfici infette possono diventare veicolo di contagio quando ci si toccano naso, occhi, bocca e viso.

Si può ovviare a questo problema lavando accuratamente le mani con acqua e sapone o soluzioni disinfettanti.