Cos’è e quali sono i sintomi del disturbo depressivo maggiore

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Il disturbo depressivo maggiore è un disturbo dell’umore che colpisce più le donne rispetto gli uomini ed è caratterizzato da un calo importante del tono dell’umore, pensieri negativi e pessimistici.

Coinvolge sia la sfera affettiva che quella cognitiva e il soggetto resta molto triste e apatico per intere giornate. Non si tratta di una semplice giornata triste ma di una vera e propria condizione clinica che porta con sè sintomi specifici.

Disturbo depressivo maggiore: sintomi

I sintomi della depressione maggiore sono diversi e possono presentarsi anche in maniera differente a seconda dei soggetti. In generale gli aspetti tipici di questa condizione sono una profonda tristezza e la perdita d’interesse nei confronti delle normali attività quotidiane.

Tra i sintomi più tipici c’è appunto una profonda tristezza che si ripeto ogni giorno e non si modifica nemmeno davanti ad eventi piacevoli che dovrebbero dare gioia. La mancanza di interesse verso le attività quotidiane si presenta sotto forma di anedonia e quindi ci sono stanchezza, mancanza di energie e anche affaticamento senza aver fatto nulla di particolare.

Il disturbo depressivo maggiore si riconosce perchè i sintomi depressivi permangono per un lungo periodo senza mai sparire: essi sono presenti tutti i giorni per tutto il giorno per almeno 15 giorni e di conseguenza portano un disagio clinico molto significativo compromettendo il normale funzionamento sociale, lavorativo e in tutte le aree della vita del paziente.

Oltre a quanto detto, il disturbo porta con sè un aumento o una diminuizione dell’appetito e quindi il peso corporeo tende ad aumentare o a diminuire in modo rapido. L’insonnia o l’ipersonnia è tipica così come anche la presenza di disturbi del sonno come lo svegliarsi frequentamente durante la notte o avere grandi problemi ad addormentarsi. I pensieri di morte o di suicidio tendono ad essere ricorrenti e possono andare da un vago senso di morte a un vero e proprio desiderio di morire che spinge a tentare il suicidio.

Risulta tipica anche la ridotta capacità di pendare lucidamente decisioni e di concentrarsi, mantenere l’attenzione diventa quasi impossibile.