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La donazione di organi è un atto di solidarietà che assume ogni anno maggiore rilievo pubblico: la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, celebrata il 19 aprile, serve a ricordare quanto una scelta individuale possa cambiare la vita di molte persone.
In Italia, il sistema dei trapianti è organizzato e coordinato da strutture dedicate; tuttavia è in aumento il numero di cittadini che, al momento del rinnovo della carta d’identità elettronica (CIE), esprimono un diniego alla donazione. Questo fenomeno solleva la necessità di informare meglio sui benefici, le modalità e le garanzie legali legate alla donazione.
Dietro ogni trapianto c’è una catena complessa che richiede competenze cliniche e decisioni etiche condivise: il meccanismo parte dall’identificazione del donatore, passa per l’accertamento tecnico-legale e arriva all’assegnazione dell’organo da parte del Centro Nazionale Trapianti.
È quindi fondamentale che i cittadini conoscano le opzioni per manifestare la propria volontà in vita, sia per agevolare i percorsi sanitari sia per evitare incertezze ai familiari. La comunicazione pubblica e le campagne istituzionali, come ‘Dai voce al tuo Sì. Scegli di donare’, mirano proprio a questo: trasformare dubbi in scelte consapevoli.
Dal punto di vista sanitario la disponibilità di organi incide direttamente sulle liste d’attesa: negli ultimi 25 anni in Italia sono stati realizzati oltre ottantamila trapianti, ma permangono circa ottomila persone in attesa di un organo.
L’azione dei donatori rappresenta dunque la risorsa essenziale per ridare qualità di vita o sopravvivere a pazienti con insufficienze d’organo. Occorre ricordare che la donazione post mortem avviene solo dopo l’accertamento ufficiale della morte encefalica, secondo protocolli rigidi e nel pieno rispetto della persona e della normativa vigente.
Nonostante i risultati positivi, negli ultimi anni si è registrato un aumento delle opposizioni espresse al momento del rilascio o rinnovo della CIE.
Questo trend suggerisce l’importanza di campagne informative capillari e di punti di accesso semplici per manifestare il proprio consenso. La rete trapiantologica italiana rimane però attiva 24 ore su 24 e continua a migliorare le pratiche di equa assegnazione degli organi, con registri nazionali per le cellule staminali e collegamenti internazionali per massimizzare le opportunità di cura.
Esistono diverse vie per comunicare il proprio assenso alla donazione: è possibile manifestarlo al Comune durante la richiesta o il rinnovo della carta d’identità elettronica, rivolgendosi agli uffici ASL, iscrivendosi all’AIDO o lasciando un atto olografo.
La dichiarazione resa in vita semplifica le procedure e aiuta gli operatori sanitari e i familiari in momenti critici. Per chi sceglie di utilizzare la CIE, il sistema offre una modalità immediata e tracciabile per registrare il proprio parere sulla donazione.
La carta d’identità elettronica (CIE) sostituisce i vecchi documenti cartacei e consente di esprimere il consenso contestualmente al rilascio o al rinnovo.
La CIE ha una durata differenziata: 10 anni per i maggiorenni, 3 anni per i minori sotto i 3 anni e 5 anni per i minori tra i 3 e i 18 anni; il costo indicativo è di 22,21 euro. Per agevolare i cittadini molti Comuni offrono prenotazioni online, aperture straordinarie e servizi a domicilio per persone con impedimenti o over 80, riducendo così gli ostacoli pratici alla dichiarazione della volontà.
Ospedali e team dedicati svolgono una funzione cruciale: l’identificazione di potenziali donatori, la gestione clinica e il coordinamento multidisciplinare sono attività che richiedono rapidità e precisione. Il processo coinvolge reparti come rianimazione, laboratorio, cardiochirurgia, anatomia patologica e sale operatorie, ed è pensato per garantire sicurezza e appropriatezza in ogni fase. Inoltre, le strutture partecipano alle campagne di sensibilizzazione per promuovere la cultura della donazione e ridurre le opposizioni infondate.
Un caso esemplare è quello dell’Ospedale ‘F. Miulli’, che ha rafforzato il proprio ruolo nella rete trapiantologica regionale con un Team Donazioni dedicato e un coordinamento multidisciplinare guidato da figure esperte come il professor Salvatore Maurizio Maggiore e il dott. Ovidio Nicola Miccolis. Nel 2026 il Miulli ha registrato 5 donazioni che hanno permesso il prelievo di 24 organi (tra cui reni, cuori, fegati e cornee), mentre il 2026 è iniziato con ulteriori donazioni.
Questi dati confermano che, oltre alla sensibilizzazione, servono competenze organizzative per trasformare la generosità in opportunità di cura.
In conclusione, scegliere di donare significa mettere a disposizione una risorsa vitale per chi è in lista d’attesa; al contempo, richiede informazione chiara, accessibilità delle procedure e fiducia nelle istituzioni sanitarie. Partecipare alla Giornata nazionale del 19 aprile e conoscere le modalità di espressione del consenso sono passi concreti per rendere la donazione una pratica diffusa e consapevole.