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Negli ultimi anni la farmacia dei servizi ha completato una transizione significativa: da iniziative pilota a una presenza strutturata nella rete sanitaria nazionale.
Questo percorso è stato accelerato da novità legislative, pronunciamenti giurisdizionali e dalla crescente fiducia dei cittadini, che oggi vedono il farmacista non solo come dispensatore di farmaci ma anche come operatore di prossimità per esami di primo livello e attività di prevenzione.
Il cambiamento interessa aspetti normativi, organizzativi e formativi: le farmacie ampliano l’offerta di servizi, si integra meglio il rapporto con i medici di medicina generale e si rinnova il confronto sulla sicurezza del personale e sulle competenze richieste.
In questo contesto la discussione pubblica e tecnica si concentra su come garantire equità territoriale, qualità delle prestazioni e sostenibilità del modello.
La cornice normativa ha dato impulso alla diffusione del modello: la Legge Semplificazioni (legge 2 dicembre 2026, n. 182) e la recente Manovra di Bilancio segnano il passaggio da sperimentazione a integrazione stabile sul territorio. L’art. 60 della legge permette, tra l’altro, alle farmacie di erogare servizi sanitari in locali distinti dalla zona di dispensazione, a condizione di esporre l’insegna con la dicitura “Farmacia dei servizi” e la tradizionale croce verde, favorendo così ambienti adeguati per prestazioni come ECG o telemedicina.
Sul fronte della riforma complessiva della legislazione farmaceutica, il disegno di legge delega in esame al Senato mira a riorganizzare la distribuzione dei medicinali, potenziare l’interoperabilità tra Fascicolo sanitario elettronico e dossier farmaceutico, e snellire gli oneri amministrativi. L’intento è anche rafforzare il ruolo del farmacista nella rete territoriale, rendendo più efficiente il flusso informativo e operativo tra strutture sanitarie e farmacia.
La funzione della farmacia dei servizi ha ricevuto conferme importanti dalla giurisprudenza amministrativa. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 22621/2026 del 15 dicembre, e il TAR Lombardia, con la sentenza n. 4247/2026 del 23 dicembre, hanno respinto ricorsi di laboratori privati e hanno riconosciuto alle prestazioni offerte in farmacia una valenza di supporto socio-sanitario e di presidio di prossimità, non assimilabile all’attività ambulatoriale tradizionale. Questi pronunciamenti contribuiscono a definire limiti e possibilità operative della farmacia.
Secondo i rappresentanti della categoria, la filosofia alla base della farmacia dei servizi è l’integrazione con il sistema sanitario e non la creazione di duplicazioni. Screening, esami di prima istanza e attività di orientamento servono a individuare bisogni e rimandare ai percorsi diagnostici appropriati, rafforzando la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
I cittadini mostrano una crescente fiducia nei confronti della farmacia: ricerche come Noto Sondaggi e il Rapporto Federfarma-Censis documentano che molti italiani si rivolgono al farmacista per controlli di base e che la maggioranza ritiene la farmacia un servizio essenziale.
Dati riportano che il 14% della popolazione ha eseguito un ECG in farmacia nell’ultimo anno e il 12% un holter, mentre il 93% apprezza la possibilità di ritirare farmaci precedentemente disponibili solo in ospedale o ASL.
Nonostante l’apprezzamento, permangono disomogeneità regionali che rischiano di creare disparità nell’accesso alla prevenzione. La rete delle farmacie territoriali viene vista come uno strumento per ridurre questi divari, garantendo che l’accesso ai servizi di primo livello non dipenda dal Comune o dalla Regione di residenza ma sia uniformemente disponibile a livello nazionale.
Tre aree critiche richiedono attenzione: la diminuzione delle vocazioni verso il percorso universitario di farmacia, la sicurezza dei farmacisti e le carenze di medicinali. Il Decreto Ministeriale n. 418 del 30 maggio 2026 ha introdotto un semestre filtro per l’iscrizione, con primi segnali di calo nelle immatricolazioni per la classe LM-13; per monitorare la situazione FOFI ha avviato un Osservatorio-Laboratorio e una prima indagine su 958 studenti segnala segnali di rischio abbandono.
Sul fronte della sicurezza, l’indagine Onseps del 2026 segnala che il 33% dei farmacisti partecipanti ha subito aggressioni nell’ultimo anno, per lo più verbali; per contrastare il fenomeno sono al centro progetti di prevenzione e tutela. Infine il Medicine Shortages Report 2026 del PGEU evidenzia come le carenze compromettano la qualità delle cure: su questo tema la galenica può offrire soluzioni, e sono in corso protocolli condivisi con Sifap, Sifo e Anmvi, anche in relazione a istruzioni su preparazioni veterinarie come quelle contenenti GS-441524 (Circolare 23 ottobre 2026).
La formazione e l’adozione responsabile dell’Intelligenza Artificiale sono prioritarie: un atto aggiuntivo con il Dipartimento per la trasformazione digitale prevede l’integrazione di servizi IA tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, interoperabile con Aifa e l’Ecosistema Dati Sanitari. È stato costituito un gruppo di lavoro per addestrare e monitorare il software, mentre il sistema ECM mantiene l’obbligo di 150 crediti per il triennio 2026-2028 con alcune semplificazioni operative.
La transizione della farmacia dei servizi verso un ruolo strutturale rappresenta un cambiamento culturale e organizzativo: occorrono politiche per la formazione, misure per la sicurezza dei professionisti, regole chiare per evitare sovrapposizioni e un impegno per l’equità territoriale. Le iniziative su contrattazione, codice deontologico, medicina di genere e solidarietà confermano l’impegno della professione verso un servizio sempre più integrato e vicino alle comunità.