Farmacie di comunità e ASL Bari: un modello vincente per la prevenzione territoriale

Dr. Luca Ferretti

Avvocato specializzato nel punto dove diritto e tecnologia si scontrano. Ha difeso startup da cause che potevano affondarle e aiutato aziende a non finire nei guai con il GDPR. Traduce il legalese in italiano comprensibile perché sa che un contratto non letto è peggio di un contratto non firmato. La legge digitale cambia ogni mese: lui la segue in tempo reale.

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La collaborazione stretta tra sanità pubblica e farmacie di comunità sta emergendo come una strategia concreta per abbattere gli ostacoli all’accesso alla prevenzione.

I dati comunicati dall’ASL Bari per il 2026 mostrano un impatto significativo: sono stati individuati 610 carcinomi tra lesioni iniziali, avanzate e adenomi cancerizzati, grazie a una rete territoriale che ha trasformato la capillarità in reale adesione ai percorsi di cura.

Dietro questi numeri ci sono interventi organizzati, farmacisti formati e un rapporto quotidiano di fiducia con i cittadini che ha permesso di rendere lo screening più accessibile. Questo modello non è solo operativo: rappresenta una nuova concezione della presa in carico sanitaria, dove la farmacia non è più solo luogo di dispensazione, ma polo di orientamento e primo contatto per la prevenzione.

Coordinamento territoriale e partecipazione

Un ciclo di incontri promosso da Federfarma Bari e dall’ASL Bari, conclusosi a inizio aprile nel capoluogo e dopo tappe in vari centri della provincia, ha formalizzato un modello di coordinamento condiviso. Al programma hanno partecipato 240 farmacie e 400 farmacisti, che hanno lavorato su dati analizzati comune per comune per mettere a fuoco i bisogni locali e le criticità operative.

Analisi locale e ruolo del farmacista

L’obiettivo degli incontri è stato duplice: identificare dove intervenire con priorità e trasformare il farmacista in un consulente motivazionale per gli screening. Secondo Vito Novielli, presidente di Federfarma Puglia e Bari, l’accesso ai dati ha permesso ai professionisti di percepire concretamente l’effetto del loro operato sulla salute pubblica, rendendo la farmacia un soggetto attivo nel percorso preventivo.

Risultati operativi degli screening

I numeri relativi agli screening confermano l’efficacia della rete di prossimità.

Per il percorso di screening del colon-retto e per la ricerca dell’Epatite C, l’integrazione tra ASL e farmacie ha semplificato procedure, aumentato la raccolta di campioni e ridotto le barriere all’accesso ai test diagnostici. Questi interventi hanno portato a un incremento delle diagnosi precoci, elemento cruciale per migliorare gli esiti clinici.

Screening colon-retto

Nel programma di screening del colon-retto la ASL ha inviato 194.000 inviti: le farmacie convenzionate hanno gestito l’elaborazione di oltre 47.000 campioni, contribuendo all’individuazione di circa 2.000 positività che sono state immediatamente indirizzate agli approfondimenti diagnostici di secondo livello.

Questo flusso dimostra come la prossimità possa tradursi in efficacia nella diagnosi precoce.

Screening per l’Epatite C (HCV)

Per l’Epatite C il modello è stato ancora più semplificato: l’intero programma è stato affidato alle 273 farmacie aderenti, che hanno eseguito 40.034 test. La possibilità di effettuare il controllo direttamente in farmacia ha ridotto le barriere logistiche e aumentato le opportunità di identificare e avviare alle cure le persone affette da HCV.

Una prospettiva sostenibile per la prevenzione

Il Direttore Generale dell’ASL Bari, Luigi Fruscio, ha sottolineato come la farmacia dei servizi sia ormai pilastro della rete delle cure: nel contatto quotidiano con i cittadini le farmacie possono rendere concreti i percorsi di presa in carico, traducendo l’informazione in reale partecipazione agli screening. Questo approccio rafforza l’efficacia dei programmi e consolida la fiducia tra pazienti e professionisti.

Sfide e strategie future

La sfida che emerge dal confronto è consolidare e rendere stabile il percorso di presa in carico, affinché la prevenzione non rimanga un episodio isolato ma diventi un servizio integrato e routinario nelle farmacie di comunità.

Rafforzare la formazione, migliorare lo scambio di dati e mantenere alto il livello di coordinamento tra ASL e rete territoriale sono passaggi fondamentali per estendere questo modello ad altre aree e garantire continuità ai risultati ottenuti.