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Dal 19 al 31 marzo 2026 la seicentesca Villa Altieri a Roma ospita Carbon Carpet 2026, un festival multidisciplinare che propone di «recuperare materia per recuperare umanità».
L’iniziativa mette a confronto pratiche artistiche, progettuali e sartoriali per raccontare come il riuso e la progettazione responsabile possano trasformare gli scarti in risorse culturali e sociali. Il programma è pensato come uno spazio di riflessione e partecipazione rivolto a pubblici diversi, dalle scuole ai professionisti del settore.
La manifestazione prevede una mostra permanente visitabile durante tutta la durata dell’evento (lunedì-giovedì 8:00-18:00, venerdì 8:00-14:30) affiancata da appuntamenti speciali come vernissage, sfilate, performance artistiche e degustazioni.
Tra i momenti formativi spiccano un workshop dedicato al recupero creativo dei tessuti e alle pratiche di upcycling, oltre a una giornata interamente dedicata al confronto pubblico con teatro, poesia e talk.
La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche che esplorano il concetto di scarto da prospettive differenti: la sezione arte valorizza installazioni, pittura e scultura realizzate con materiali di recupero; l’area design presenta oggetti di eco-design e materiali innovativi; la parte dedicata alla moda mette in luce capi etici e circolari.
Questo percorso vuole dimostrare come discipline apparentemente distinte possano contribuire a un immaginario comune fondato sul riuso, la tracciabilità e la riduzione degli sprechi.
La curatela artistica, a cura di Massenzio Arte, riunisce opere che dialogano con il tema del recupero, trasformando rifiuti e scarti in linguaggio espressivo. Tra i progetti in mostra c’è anche Tracce AUTentiche, un percorso che coinvolge artisti con spettro autistico e le scuole del Lazio; le opere saranno restituite al pubblico durante una mattinata speciale.
L’obiettivo è mettere in luce il valore sociale dell’arte come strumento di inclusione e riconoscimento delle differenze.
L’area di design, curata dall’architetto paesaggista Lorenzo Natali di Generaforma, espone soluzioni che tengono conto del rapporto tra ambiente costruito e natura, proponendo materiali sostenibili e logiche progettuali attente alla durabilità. La sezione moda, coordinata dalla fashion architect Barbara Annunziata (Accademia Italiana), presenta creazioni realizzate da accademie, sartorie sociali e designer impegnati nella moda circolare, con progetti in collaborazione con Heritage Collective, AssemblAbili GlobAli e TuedIo Aps.
L’intento è promuovere filiere etiche e tracciabili.
Il calendario include l’inaugurazione del 19 marzo con saluti istituzionali, vernissage e una sfilata che mette in scena capi sostenibili; il 27 marzo è previsto un workshop pratico sulla sostenibilità tessile e il recupero creativo dei materiali. Le attività sono pensate per coinvolgere sia il pubblico generale sia gli operatori del settore, favorendo scambi di idee e competenze su pratiche come il riciclo, il riuso e la progettazione responsabile.
Sabato 28 marzo è la giornata centrale del festival, dedicata al dibattito e alla partecipazione. Si apre con la restituzione pubblica delle opere nate dal progetto Tracce AUTentiche, a cura di Etica e Autismo Aps, seguita da un intervento live dello street artist Moby Dick. Il talk principale, moderato dalla giornalista ambientale Rita Salimbeni, coinvolgerà realtà come Slow Fiber, Crea, Earth Day Italia e l’Accademia Italiana, per discutere di come arte e moda possano favorire crescita sociale e dialogo di pace.
La giornata include inoltre una degustazione di vino biologico e performance teatrali e poetiche che collegano temi ambientali e lavoro sociale.
Il festival è promosso con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e nasce con l’ambizione di costruire un nuovo immaginario collettivo basato su consumi più responsabili. Come sottolineato dall’assessora Sabrina Alfonsi, l’iniziativa intende accompagnare il passaggio dall’economia lineare a un modello più circolare, partendo dall’educazione al consumo sostenibile e arrivando a pratiche quotidiane che privilegino riciclo, riuso e differenziazione degli scarti.
Il valore aggiunto del festival è l’incontro tra sperimentazione creativa e impegno sociale, che offre spunti concreti per cambiare abitudini e pratiche produttive.
Carbon Carpet 2026 si propone dunque come uno spazio in cui la creatività diventa leva per la sostenibilità ambientale e per l’inclusione sociale: visitatori, operatori culturali e studenti possono trovare idee pratiche e ispirazioni per rendere il riuso una risorsa quotidiana. Per chi desidera partecipare, consultare il calendario degli eventi e prenotare le attività è il primo passo per entrare in un laboratorio di rigenerazione culturale e materiale.