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Negli ultimi anni il tumore del pancreas si è confermato come una delle neoplasie più difficili da trattare, con numeri in crescita e poche opzioni terapeutiche risolutive.
I dati stimati per il 2026 parlano di 14.270 nuove diagnosi in Italia, un incremento rispetto alle 13.500 del 2026; statistiche che sottolineano l’urgenza di indirizzare risorse verso studi mirati. In questo scenario nasce una partnership tra Fondazione Umberto Veronesi ETS e la Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani (FICOG) con l’obiettivo di finanziare ricerca clinica progettata dalla comunità scientifica stessa.
L’iniziativa ha l’ambizione di sostenere uno studio unico, selezionato tramite bando, che riceverà un contributo fino a un milione di euro e potrà svolgersi per un periodo massimo di 36 mesi.
Questo finanziamento vuole favorire proposte in grado di generare nuove evidenze cliniche, migliorare gli esiti di salute e la qualità di vita dei pazienti, e promuovere approcci di medicina personalizzata e collaborazioni internazionali. Il bando sarà aperto dal 20 aprile al 15 giugno 2026 e rappresenta il primo progetto concreto nato dall’alleanza tra le due organizzazioni.
Il quadro epidemiologico mostra una crescita dei casi di tumore del pancreas che non è in linea con il trend osservato per altre neoplasie, rendendo necessario un ripensamento delle priorità di ricerca.
Solo circa un paziente su cinque riceve la diagnosi in fase precoce, quando la malattia è ancora operabile e le possibilità di cura sono maggiori. Allo stesso tempo aumenta il numero di persone vive dopo la diagnosi: erano 23.600 nel 2026 rispetto a 21.200 nel 2026, un incremento del 10% in tre anni. Nonostante questi progressi, la sopravvivenza a cinque anni rimane bassa, intorno all’11% per gli uomini e al 12% per le donne, motivo per cui la ricerca resta fondamentale.
Individuare la malattia nelle sue fasi iniziali è determinante per aumentare le chance terapeutiche: l’asportazione chirurgica rimane la via con maggiori probabilità di successo quando il tumore è localizzato. Tuttavia, la natura spesso silente del tumore del pancreas rende la diagnosi precoce difficile. Investire in strategie diagnostiche e in studi che valutino sequenze terapeutiche o associazioni farmacologiche può migliorare l’implementazione delle cure nella pratica clinica, ruolo che studi no profit e indipendenti sono particolarmente adatti a ricoprire.
La collaborazione tra Fondazione Umberto Veronesi ETS e FICOG è stata pensata per mettere a sistema competenze scientifiche e capacità organizzative: l’obiettivo è individuare progetti che rispondano a bisogni clinici non soddisfatti e che possano essere realizzati entro il periodo massimo previsto. Il bando, pubblicato con scadenza dal 20 aprile al 15 giugno 2026, mira a selezionare uno studio clinico indipendente che porti nuove evidenze utili alla pratica oncologica, con particolare attenzione alla qualità di vita dei pazienti e all’integrazione di approcci personalizzati.
La dotazione di un milione di euro coprirà un singolo progetto scelto per il valore scientifico e l’impatto clinico atteso; il bando privilegerà proposte che prevedano collaborazioni tra reti nazionali e partner internazionali, oltre a metodologie che possano tradursi in miglioramenti concreti per i pazienti. La durata massima di 36 mesi è stata stabilita per garantire un equilibrio tra rigorosità scientifica e tempi utili alla produzione di risultati trasferibili alla pratica clinica.
Investire nella ricerca clinica indipendente significa scommettere sulla capacità della comunità accademica di porre e risolvere quesiti rimasti aperti dopo le sperimentazioni registrative dei nuovi farmaci. Secondo i promotori, un’azione mirata sul tumore del pancreas può tradursi in migliori protocolli, ottimizzazione delle terapie innovative e, auspicabilmente, in un aumento della sopravvivenza e della qualità della vita dei pazienti. L’alleanza tra Fondazione Umberto Veronesi e FICOG vuole infatti mettere in rete competenze e risorse per colmare gap clinici dove l’urgenza è più alta.