Fnomceo: no alla devoluzione delle professioni, rafforzare il Ministero della Salute

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Il 21 febbraio i 106 presidenti del Consiglio nazionale della Fnomceo si sono riuniti a Roma e hanno votato all’unanimità una mozione.

La mozione chiede di escludere la materia delle professioni regolamentate dagli schemi di intesa preliminari approvati dal Consiglio dei Ministri con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. La richiesta nasce dall’esigenza di mantenere omogeneità nel riconoscimento dei titoli abilitanti, anche in relazione alla mobilità internazionale dei professionisti.

Perché gli Ordini chiamano in causa l’autonomia differenziata

La posizione espressa dalla Fnomceo segnala la preoccupazione che l’avanzamento dell’autonomia differenziata possa frammentare il sistema di regolazione delle professioni sanitarie.

Gli Ordini avvertono che il trasferimento di competenze su titoli e abilitazioni alle regioni rischia di generare criteri eterogenei.

La frammentazione normativa potrebbe avere ricadute sulla qualità delle prestazioni e sulla riconoscibilità internazionale dei percorsi formativi, con riflessi sulla mobilità professionale. Dal punto di vista ESG, una governance disomogenea può compromettere indicatori di equità e qualità nell’accesso alle cure.

Implicazioni per la mobilità e il riconoscimento dei titoli

Dal punto di vista della governance sanitaria, la discussione si concentra sul riconoscimento dei titoli come elemento chiave per la mobilità professionale. Le organizzazioni rappresentative segnalano che norme regionali divergenti possono ostacolare la circolazione dei professionisti e rendere meno trasparente il mercato del lavoro sanitario.

La mozione propone di mantenere a livello nazionale le regole relative all’abilitazione e alla certificazione, per tutelare la mobilità e la qualità delle prestazioni.

Dal punto di vista ESG, una governance disomogenea rischia di incidere negativamente sugli indicatori di equità e sull’accesso alle cure.

Gli esperti richiamano l’attenzione sulla necessità di procedure uniformi per la convalida dei titoli e per la trasparenza dei curricula. In assenza di coordinamento nazionale, temono frammentazione normativa e difficoltà di riconoscimento reciproco tra regioni.

Rischi per il Servizio sanitario nazionale e ruolo del Ministero della Salute

La Fnomceo manifesta «grande preoccupazione» per l’implementazione delle norme sull’autonomia differenziata.

L’associazione ritiene che la misura possa compromettere l’unicità del Servizio sanitario nazionale (SSN), già messa in discussione dalla mancata armonizzazione tra le regioni.

Secondo la federazione, senza una profonda revisione e un rafforzamento del Ministero della Salute come autorità di governo centrale, si rischia di ledere il principio costituzionale di uguaglianza previsto dall’art. 3 e il diritto alla salute sancito dall’art. 32.

La preoccupazione riguarda in particolare la possibilità di frammentazione dei livelli essenziali di assistenza, con conseguenze su accesso, qualità e continuità delle cure.

Questa prospettiva accentua le difficoltà già segnalate sul riconoscimento reciproco dei titoli professionali tra regioni.

Dal punto di vista operativo, la Fnomceo propone un rafforzamento degli strumenti di coordinamento nazionale e meccanismi vincolanti per assicurare uniformità dei LEA. La sostenibilità è un business case, sostiene l’analisi, perché l’armonizzazione può ridurre inefficienze e disuguaglianze.

Dal punto di vista ESG, la federazione indica la governance nazionale come fattore chiave per garantire equità e responsabilità nella spesa sanitaria.

Le aziende e le istituzioni sanitarie leader hanno capito che un sistema coerente è essenziale per pianificare investimenti e formazione professionale.

Il rafforzamento del Ministero dovrebbe includere controllo sui livelli assistenziali, norme omogenee per l’accreditamento delle strutture e procedure standard per il riconoscimento dei titoli. Queste misure mirano a preservare il carattere unitario del SSN senza intaccare le autonomie regionali.

L’ultima parola sulle soluzioni spettarà alle istituzioni competenti, che dovranno bilanciare autonomia regionale e tutela del diritto alla salute.

L’evoluzione normativa e i prossimi provvedimenti di coordinamento nazionale resteranno elementi decisivi per la tenuta del sistema sanitario.

Finanza pubblica, protezione civile e possibili diseguaglianze

In raccordo con le preoccupazioni espresse sui profili professionali, gli Ordini segnalano rischi legati agli schemi di intesa su tutela della salute e su Protezione civile.

In particolare, la possibilità per le Regioni di riallocare risorse risparmiate per efficienze in altri ambiti può determinare disparità di accesso ai servizi sanitari.

Dal punto di vista ESG, tale meccanismo rischia di aggravare le disuguaglianze e di ridurre l’equità territoriale nell’offerta assistenziale. Autonomia differenziata e criteri di riparto diventano così fattori decisivi per la qualità e la uniformità dei servizi.

La proposta della Fnomceo: centralità della governance sanitaria

La Fnomceo ribadisce che le modifiche relative all’autonomia differenziata devono prevedere un rafforzamento del Ministero della Salute. Filippo Anelli, presidente della Federazione, sostiene che solo una governance centrale forte può garantire uguaglianza formale e sostanziale tra cittadini.

La richiesta mira a evitare che il diritto alle cure vari in base al territorio di residenza.

Il richiamo agli articoli della Costituzione

La Federazione richiama gli articoli 3 e 32 della Costituzione per giustificare la sua posizione. L’articolo 3 viene citato in relazione al principio di uguaglianza; l’articolo 32 per il riconoscimento della salute come diritto fondamentale. Il timore espresso è che una gestione frammentata possa ledere questi princìpi e diminuire l’efficienza della tutela sanitaria a livello nazionale.

Dal punto di vista ESG, una governance centrale riduce i rischi di frammentazione organizzativa e le potenziali diseguaglianze di accesso. La sostenibilità è un business case che richiede regole chiare di riparto e standard uniformi per servizi e professionisti. Le aziende e gli enti pubblici coinvolti sono chiamati a predisporre controlli e indicatori condivisi per monitorare l’equità delle prestazioni.

La Fnomceo sollecita che ogni intervento sulle intese regionali sia accompagnato da strumenti normativi e tecnici per preservare l’uniformità dei livelli essenziali di assistenza.

Si attende ora il confronto nelle sedi istituzionali competenti, dove saranno valutati gli assetti di governance e i criteri di riparto.

Formazione e responsabilità medica: appuntamento a Caserta il 27 febbraio

Gli Ordini provinciali proseguono l’attività formativa sul tema della responsabilità medica. Il 27 febbraio a Caserta è programmato un convegno organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri presieduto da Carlo Manzi. L’iniziativa si propone di esaminare profili civili, penali e deontologici della responsabilità professionale e le strategie per la gestione del rischio clinico.

Temi e approccio

Il programma approfondisce le implicazioni giuridiche delle scelte cliniche e le procedure di tutela professionale. Verranno analizzate le modalità di valutazione del danno e le buone pratiche per la documentazione clinica. L’evento privilegia un approccio interdisciplinare con contributi di giuristi e operatori sanitari.

Finalità e risultati attesi

Il convegno mira a fornire strumenti pratici per ridurre gli eventi avversi e migliorare i percorsi di responsabilità professionale.

L’obiettivo è supportare il personale sanitario nella prevenzione delle criticità e nell’adozione di procedure standardizzate.

Si prevede un confronto operativo tra relatori e partecipanti sulle strategie di governance clinica e sulla gestione del rischio clinico, con possibili ricadute sulle prassi locali.

Obiettivi del convegno e partecipanti

Il convegno mira a consolidare il confronto sulle strategie di governance clinica e sulla gestione del rischio clinico.

È rivolto a medici e odontoiatri e prevede interventi di dirigenti, giuristi e rappresentanti istituzionali.

L’iniziativa è promossa con il patrocinio della Fnomceo, dell’Aorn Caserta e dell’Asl Caserta.

Tra i relatori sono previsti i saluti di Filippo Anelli e gli interventi dei direttori generali delle aziende sanitarie locali coinvolte. L’evento intende stimolare un confronto sulle proposte della Federazione in tema di responsabilità penale e civile, con impatti sulle prassi professionali e organizzative.

Saranno inoltre favoriti momenti di dialogo tra relatori e partecipanti per individuare linee operative e buone pratiche nella gestione del rischio clinico.

La posizione unitaria degli Ordini sottolinea la necessità di preservare regole comuni per le professioni sanitarie e difendere l’unitarietà del SSN. Gli Ordini chiedono altresì di ripensare la governance nazionale della salute per garantire coerenza normativa e uniformità di tutela su tutto il territorio.

Attraverso iniziative formative, come il convegno del 27 febbraio, si intende affrontare in modo operativo temi quali la responsabilità medica e la gestione del contenzioso. Questi aspetti vengono considerati elementi chiave per la sostenibilità del sistema sanitario e per il contenimento del rischio clinico.