Si è chiusa l’edizione 2026 delle Giornate di Raccolta del Farmaco, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico: in Lombardia l’iniziativa ha mobilitato migliaia di volontari e 1.383 farmacie, permettendo di raccogliere 159.354 medicinali.
Il valore economico stimato delle donazioni supera 1,57 milioni di euro e le erogazioni hanno raggiunto 459 enti assistenziali, sostenendo 129.179 persone in condizione di fragilità. Sul piano operativo si nota una rete locale ben radicata, ma permangono limiti nella capacità complessiva di risposta alla povertà sanitaria.
Domande e gap
Le associazioni sul territorio segnalano un aumento consistente del bisogno: il fabbisogno comunicato ammontava a 293.921 farmaci e la raccolta ha coperto circa il 54% della richiesta.
Il dato, superiore alla media nazionale (intorno al 40%), mette però in evidenza un divario ancora rilevante tra domanda e offerta. Le richieste crescenti si traducono in pressioni sui servizi locali e in esigenze più frequenti di medicinali essenziali; per questo la trasformazione delle donazioni in disponibilità terapeutica stabile resta una priorità.
Numeri e trend
Rispetto all’anno precedente si registra un incremento delle donazioni del 5,1% (da 151.657 a 159.354 unità).
Negli ultimi cinque anni i segnali positivi sono molteplici: più farmacie coinvolte, più medicinali raccolti e un aumento degli enti sostenuti. Tuttavia il fabbisogno dichiarato dalle realtà assistenziali è salito del 49% e il numero di persone assistite è aumentato del 45%, segnalando una domanda che cresce molto più rapidamente dell’offerta solidale.
Cosa raccontano questi trend
La rete si è rafforzata e produce effetti concreti, ma non azzera le criticità strutturali. L’aumento del fabbisogno è legato a fattori socioeconomici e sanitari che incrementano la domanda di assistenza e richiedono risposte coordinate: volontariato attivo, servizi territoriali efficienti e politiche pubbliche orientate alla prevenzione e al sostegno.
Sul piano operativo e normativo resta cruciale garantire tracciabilità, protezione dei dati e trasparenza: inefficienze o lacune possono compromettere la continuità delle terapie. Per ridurre il gap servono maggiore coordinamento tra attori locali e nazionali e indicatori condivisi per monitorare i risultati.
Distribuzione sul territorio
La provincia di Milano concentra oltre un terzo del valore economico regionale e più della metà dei beneficiari: qui sono stati raccolti 52.012 farmaci per un valore di 541.587 euro, a favore di 69.800 persone.
Seguono Bergamo (21.150 medicinali, 195.758 euro, 19.722 assistiti), Varese (18.362 farmaci, 185.399 euro, 7.792 assistiti) e Monza e Brianza (18.273 farmaci, 180.086 euro, 3.628 assistiti). Queste differenze territoriali mostrano che la quantità raccolta non sempre corrisponde al bisogno locale, rendendo necessario un riallineamento tra disponibilità e domanda.
Le sfide logistiche e organizzative
Sul piano operativo va migliorata la logistica delle donazioni e la distribuzione mirata dei medicinali.
Le organizzazioni devono adottare sistemi di registrazione e monitoraggio più efficaci per garantire tracciabilità e trasparenza. L’adozione di indicatori condivisi e di piattaforme informative integrate permetterebbe di ridistribuire rapidamente le scorte dove servono di più, riducendo gli squilibri tra province e rendendo le campagne future più incisive.
Proposte e prospettive
Secondo Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, il sistema farmacia ha dato una risposta solida e strutturata: ha ringraziato colleghi e cittadini per il contributo.
Per il prossimo futuro Racca suggerisce di consolidare il lavoro di rete, coinvolgendo maggiormente volontariato e istituzioni locali per gestire una domanda in crescita. Rafforzare la collaborazione pubblico–privato e potenziare i canali di coordinamento sono passi indispensabili per aumentare la capacità di risposta territoriale.
Un quadro realistico
I dati del 2026 confermano progressi nella mobilitazione solidale, con più donazioni e partecipazione attiva delle farmacie. Allo stesso tempo, però, l’impennata del fabbisogno e dell’utenza assistita chiede soluzioni integrate e sostenibili.
Solo combinando servizi territoriali efficienti, donazioni mirate e politiche pubbliche adeguate si potrà ampliare la copertura delle necessità sanitarie delle persone più vulnerabili e rendere più duratura l’efficacia dell’intervento.