Caratteristiche e rischi dei grassi vegetali

Tag: grassi
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I grassi di origine vegetale derivano da miscele di lipidi che si estraggano a partire da elementi vegetali presenti in natura.

Molteplici sono gli ambiti in cui vengono utilizzati, dalla produzione chimica fino a quella cosmetica, ma l’industria più propizia è rappresentata dalla filiera alimentare. Per poter essere utilizzati nei vari settori commerciale, i grassi vegetali subiscono numerose trasformazioni che li possono rendere dannosi per la salute dell’uomo. Vediamo di seguito tutte le loro proprietà, le loro funzioni nutritive e quali evitare.

Grassi vegetali: proprietà e tipologie

I grassi vegetali si differenziano nella loro composizione chimica a seconda della pianta o della parte di pianta dalle quali vengono estratti e dal modo in cui vengono raffinati e trasformati.

Esistono, per esempio, due tipologie di estrazione del grasso vegetale sotto forma di olio: la prima ricorre all’uso di un solvente, tendenzialmente un idrocarburo, che si pone a contatto con il seme della pianta scelta per un tempo predefinito. In seguito, innalzando la temperatura, il solvente viene fatto evaporare mentre il seme viene compresso e l’olio fuoriuscente filtrato. Anche il seme ormai pressato tornerà utile, verrà infatti tritato e convertito in farina per l’alimentazione animala.

Lo scopo di questa tecnica è sfruttare l’idrocarburo per aumentare la capacità di conservazione del prodotto. La seconda tipologia di estrazione, al contrario, consiste nella spremitura meccanica dei semi: possono essere compressi a freddo conservando le loro proprietà nutritive, come gli oli a certificazione biologica, oppure con semi preriscaldati e dunque a caldo.
In natura i grassi vegetali possono essere liquidi, solidi o semisolidi:

  • I grassi vegetali liquidi sono molto diffusi nel settore alimentare e nel settore della cosmetica.

    A livello internazionale, quelli maggiormente diffusi provengono dalla raccolta dei semi di girasole, arachide, soia e colza.

  • I grassi vegetali solidi o semisolidi sono più comunemente conosciuti come burri. Anch’essi sono di dominio nell’industria alimentare e possono essere estratti da alcune specie come l’ Elaeis guineensis, da cui deriva l’olio di palma, o ancora dall’ Butyrospermum parkii, da cui deriva il burro di karitè.

L’impatto sulla salute

I grassi di origine vegetale possono impersonare sia fonte di benessere che di rischio per il corpo umano. A livello nutrizionale apportano 9,3 kcal per grammo, e alcuni di loro, come l’olio extra vergine d’oliva, presentano numerose proprietà benefiche che permettono per esempio di controllare il colesterolo. Inoltre, l’applicazione di grassi vegetali sulla pelle ha un effetto emolliente e nutriente, possono rappresentare infatti l’elemento chiave di alcuni medicinali contro i problemi dell’epidermide quali eczemi e dermatiti o l’elemento chiave di alcuni saponi.

La maggior parte dei grassi vegetali sono composti da grassi insaturi, considerati meno dannosi di quelli saturi.
All’interno dei grassi vegetali però sono presenti delle componenti nocive che risultano dannose per la salute dell’essere umano. Per esempio, in natura questi grassi contengono acido erucico, acidi ciclopropenopidi, gossipol, gas trans e altre sostanze che, se assunte in quantità numerose, possono predire un aumento delle malattie cardio-coronariche. Altri grassi vegetali come l’olio di palma o di cocco andrebbero limitati nell’alimentazione poichè responsabili della formazione del colesterolo, di problemi al cuore e di problemi alle arterie, dunque è importante tener conto del loro consumo per preservare il benessere cardiovascolare.

Un rimedio per evitare l’assunzione di questi prodotti consiste nella lettura dettagliata delle etichette presenti dietro ad ogni articolo in commercio:

  • Prediligere prodotti con olii vegetali nobili
  • Evitare prodotti idrogenati e ottenuti con l’uso di solventi
  • Evitare i prodotti con l’olio di palma
  • Evitare i prodotti con la margarina