(Adnkronos) – Lo chiamano 'off-the-shelf fat', grasso pronto all'uso, o 'bottled fat grafting', innesto di grasso in bottiglia.
E' un nuovo prodotto iniettabile per rimodellare la silhouette che sta riscuotendo un successo crescente negli Usa. Segni particolari: è a base di grasso prelevato da cadaveri, da corpi donati. Complice dell'aumento di richieste osservato negli States è anche l''effetto Ozempic', si rileva in un focus sulla 'Cnn'. Lo ha constatato per esempio uno dei chirurghi plastici che ai tempi del lancio ha ricevuto in anteprima 'alloClae' (questo il nome del prodotto, che si pronuncia allo-clay, clay come argilla).
Luis Macias ha spiegato di aver assistito in prima persona alla crescente popolarità del prodotto e ha raccontato che molti dei suoi pazienti in terapia con Glp-1 desiderano reintegrare il grasso in alcuni punti del proprio corpo. "Lo vogliono nel seno, nei glutei e nel viso. Sono zone che rigeneriamo molto comunemente dopo aver rimosso la pelle in eccesso", dice. Da qui il nuovo trend: grasso da cadavere per rimpolpare i corpi svuotati dopo il dimagrimento importante garantito dai super farmaci antidiabete e obesità.
Un tema che sarà sempre più sentito, visto che solo negli Usa un report pubblicato questo mese indica che circa l'11% degli americani assume attualmente agonisti Glp-1 per la perdita di peso. Caroline Van Hove, presidente di Tiger Aesthetics, l'azienda produttrice di alloClae, concorda sul fatto che l'aumento dell'utilizzo di questi farmaci sia stato "complementare" alla crescita di alloClae. "Queste pazienti si accorgono che, pur avendo perso una quantità considerevole di peso, si ritrovano anche sfigurate in alcune aree in cui hanno perso volume in modo mirato.
In aree che, a loro avviso, definiscono la loro femminilità", ha spiegato via Zoom al media Usa. Per soddisfare la crescente domanda, Van Hove ha affermato che l'azienda sta aumentando la produzione, il che potrebbe sembrare difficile per una realtà che si basa interamente sulla donazione di cadaveri. Il chirurgo Macias, dal canto suo, assicura di non aver ancora visto un paziente battere ciglio davanti alla spiegazione sulla provenienza del grasso.
Dalle testimonianze raccolte nel servizio, il prodotto attrae perché sembra prestarsi bene a interventi 'express', come quello battezzato col nickname 'lunchtime boob-job', intervento al seno della pausa pranzo. Lo conferma per esempio Sandra, 43 anni, avvocata specializzata in diritto dei media di residente a Los Angeles, che racconta: "Arrivi a una certa età e decidi: ora è il momento di fare qualcosa per me stessa". AlloClae l'ha incuriosita perché è rapido da somministrare, dice.
E lei, che aveva accarezzato l'idea di un intervento di aumento del seno fin dai vent'anni, era sempre stata scoraggiata dal dolore della procedura, dai lunghi tempi di recupero e dall'idea di avere "una specie di sacca estranea nel corpo". Da qui l'interesse per questa opzione: niente filler sintetici, niente sacche impiantate, nessun tempo di recupero. Un'opzione che spesso richiede meno di un'ora per l'iniezione e non necessita di anestesia generale né di ricovero ospedaliero.
Inoltre, le istruzioni per la cura post-trattamento, aggiunge, erano "sorprendentemente semplici". Per lei il fatto che alloClae utilizzi grasso prelevato da corpi donati non ha rappresentato un problema: "Andava bene". Ma le famiglie e i donatori sanno che i loro corpi post mortem potranno essere utilizzati in questo modo? La risposta breve, si segnala nel servizio, è: non sempre. Negli Usa la donazione di corpi interi (una scelta che anche in Italia diverse persone fanno per la ricerca scientifica) e le banche di tessuti umani non destinate al trapianto rappresentano un caso a parte rispetto alla donazione di organi, si spiega.
La regolamentazione varia da stato a stato e attualmente non esiste un obbligo federale di accreditamento o licenza, le organizzazioni che operano su questo fronte non sono regolamentate dalla Fda. Nonostante questo, Van Hove assicura che è un "settore rigoroso e altamente regolamentato", spiegando che Tiger Aesthetics ha contratti solo con banche di tessuti collegate all'Association for Advancing Tissue and Biologics (Adab), un ente di accreditamento volontario istituito nel 1976 con l'obiettivo di accrescere la fiducia del pubblico attraverso un maggiore controllo sul processo di donazione.
I donatori "devono compilare un dossier molto dettagliato in cui esprimono il loro consenso", illustra Van Hove. "Ovviamente il modulo non chiede 'Vuoi donare i tuoi organi o tessuti ad alloClae?'", precisa. "Ma permette al donatore di indicare se desidera che i tessuti siano destinati esclusivamente alla ricerca scientifica, alla ricerca medica, o se ne consente anche l'utilizzo a fini di lucro, oppure se non ha alcuna restrizione". Se sia etico è un'altra questione.
Arthur Caplan, professore di Bioetica della Grossman School of Medicine della New York University, per esempio lo vede come "un tradimento dell'altruismo per fare soldi", dice riferendosi al settore in generale. Per quanto riguarda l'aumento della produzione, Tiger Aesthetics ha dichiarato alla Cnn di aver stretto collaborazioni con un maggior numero di banche di tessuti negli Stati Uniti per accedere a un numero maggiore di cadaveri e di voler ampliare i criteri d'età per i donatori idonei.
Tuttavia, gli sforzi di espansione sono stati in parte interrotti quest'estate, quando il Dipartimento della Salute dello Stato di New York ha negato la distribuzione del prodotto. New York è uno dei pochi stati Usa che richiede alle banche di tessuti non destinate ai trapianti e a coloro che distribuiscono, elaborano, conservano o raccolgono tessuti umani di essere in possesso di una licenza. Secondo recenti documenti depositati in tribunale, il Dipartimento della Salute ha respinto la richiesta di licenza per i produttori di alloClae nell'ottobre 2024 e nuovamente nel maggio 2026.
Tiger, che insiste sul fatto che il suo prodotto sia "legalmente regolamentato" dalla Fda, ha intentato una causa contro il Dipartimento della Salute, ritenendo che non abbia l'autorità di bloccare il prodotto. Quanto alle utilizzatrici, ci sono entusiaste e deluse. Fra queste ultime c'è anche Sandra che ha speso 13.000 dollari per 50 cc di AlloClae in ciascun seno. Lo riteneva un affare, ma racconta di aver affrontato delle complicazioni: 2 mesi dopo, il lato destro ha cominciato a farle male e la pelle è diventata giallo-violacea come un livido.
In quel punto Sandra sentiva come delle cisti dolenti e ha continuato a sentirle anche dopo che le sono state aspirate. Alla fine chi l'ha seguita le ha detto che potrebbe aver bisogno di un intervento chirurgico per rimuovere eventuali residui. Ironia della sorte.
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