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10 Aprile 2026 — Dal 13 al 17 aprile l’Università di Udine prende parte alla Green Food Week, la campagna promossa dall’osservatorio indipendente Foodinsider per incentivare scelte alimentari più responsabili anche nella ristorazione collettiva.
L’iniziativa, che nelle edizioni passate ha raggiunto oltre mezzo milione di pasti, mette al centro la dieta mediterranea come modello capace di coniugare qualità nutrizionale e minor impatto ambientale, con un’attenzione particolare alle mense universitarie gestite da terze parti, tra cui la società Vivenda.
La partecipazione dell’Ateneo non si limita a un semplice cambiamento di piatti: sono previste azioni informative rivolte a studenti e personale per trasformare il consumo quotidiano in un atto consapevole.
L’obiettivo è dimostrare che intervenire sulle abitudini alimentari significa incidere sulle emissioni di gas serra e sulla salute pubblica, promuovendo nel contempo una cultura del cibo che valorizzi prodotti locali e stagionali.
Alla mensa del polo scientifico sarà adottato un menù ispirato alla dieta mediterranea, dove legumi, cereali e verdure assumono un ruolo centrale. La selezione privilegia ingredienti stagionali e a km zero, con preferenza per produzioni biologiche che aiutano a preservare la fertilità del suolo.
La gestione del servizio è affidata a Vivenda, che coordina forniture e preparazioni per garantire piatti equilibrati dal punto di vista nutrizionale e sostenibili dal punto di vista ambientale.
Le proposte prevedono opzioni complete senza carne, studiate per mantenere un buon apporto proteico grazie a legumi, cereali integrali e combinazioni vegetali. Questa scelta mira a ridurre l’impronta ambientale dei pasti e a offrire soluzioni gustose e bilanciate.
L’approccio promuove l’idea che una dieta meno centrata sulle proteine animali può essere altrettanto nutriente, se costruita con attenzione alle porzioni e alla varietà degli alimenti.
Secondo la delegata per la sostenibilità dell’Ateneo, Sara Colussi, agire sul sistema alimentare universitario significa contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni legate al cibo. Il settore agroalimentare è responsabile di una quota significativa dei gas serra e, per questo motivo, l’intervento riguarda non solo i menù ma l’intera filiera: acquisti, logistica, processi di preparazione e gestione dei rifiuti.
L’iniziativa intende quindi operare su più livelli per ottenere un impatto verificabile e duraturo.
La partecipazione delle università alla Green Food Week amplia la portata dell’iniziativa, affiancando l’azione di Comuni, scuole e imprese. Questo segnale indica che la sostenibilità alimentare è diventata una priorità condivisa e non più un tema di nicchia. Le esperienze messe in campo negli atenei possono essere replicate e adattate, favorendo la diffusione di criteri d’acquisto responsabili e modelli di mensa che riducono l’impatto ambientale complessivo.
Un elemento centrale dell’impegno è la lotta allo spreco alimentare, una leva fondamentale per abbattere le emissioni legate al sistema cibo. L’Università promuove pratiche concrete per limitare gli scarti e migliorare la gestione delle porzioni, insieme ad attività educative che trasformino la consapevolezza in comportamenti quotidiani. La referente per la Green Food Week, Stefania Troiano, sottolinea che ridurre gli sprechi significa tradurre un principio di sostenibilità in azioni pratiche e misurabili.
In sintesi, l’adesione dell’Università di Udine alla Green Food Week dal 13 al 17 aprile rappresenta un passo operativo verso un sistema alimentare più sostenibile: un mix di scelte di menù, criteri di approvvigionamento, misure anti-spreco e campagne informative che mirano a influire positivamente sulla salute delle persone e sull’ambiente. L’iniziativa dimostra come la ristorazione collettiva possa diventare un contesto privilegiato per sperimentare e diffondere modelli alimentari responsabili.