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Il Vinyasa Yoga è una pratica che unisce movimento e respiro, consentendo ai praticanti di fluire attraverso le posizioni in modo armonico.
Questo stile di yoga ha guadagnato popolarità negli ultimi decenni, attirando numerosi appassionati grazie alla sua dinamicità e ai benefici che offre sia a livello fisico che mentale.
Il termine Vinyasa ha diversi significati, che spaziano da una descrizione di un tipo di pratica a una sequenza di pose specifiche. Questo articolo esplorerà la storia di questa pratica e analizzerà la sequenza di pose del Vinyasa, fornendo anche alcuni suggerimenti per i principianti.
Nel contesto contemporaneo dello yoga, il termine Vinyasa può essere interpretato in tre modi principali. Innanzitutto, si riferisce a un particolare stile di yoga che enfatizza il collegamento tra il movimento e la respirazione, noto anche come Flow Yoga. Gli studenti praticano in modo fluido, seguendo il ritmo del proprio respiro.
Il secondo significato riguarda una sequenza di pose in cui ogni movimento è coordinato con un’inspirazione o un’espirazione.
Ad esempio, il Cat-Cow Stretch è un semplice esempio di vinyasa, dove si inarca la schiena durante l’inspirazione e si arrotonda durante l’espirazione. Al contrario, il Saluto al Sole è una sequenza più complessa che segue lo stesso principio.
Infine, il Vinyasa Sequence è una serie specifica di posizioni che collega diverse posture nella pratica di flusso. Questa sequenza include posizioni come Plank, Chaturanga Dandasana, Upward Facing Dog e Downward Facing Dog, tutte fondamentali per una pratica fluida e sicura.
La storia del Vinyasa Yoga ha radici profonde, risalendo agli anni ’30 con T. Krishnamacharya, un pioniere che ha rivoluzionato l’approccio allo yoga. Krishnamacharya sviluppò uno stile di pratica fluido in cui i movimenti erano strettamente legati al respiro, definendo le sequenze ripetitive come vinyasas. Questo approccio ha influenzato i suoi discepoli, tra cui K. Pattabhi Jois, che ha portato il Vinyasa a un pubblico più ampio attraverso l’Ashtanga Yoga.
Il termine Vinyasa non era originariamente utilizzato da Krishnamacharya per descrivere il suo metodo, ma è stato associato successivamente alla pratica di Jois, dando vita a una nuova generazione di stili di yoga che oggi rientrano sotto l’ombrello del Vinyasa, come il Power Yoga e il Jivamukti.
Nelle lezioni di flusso, la sequenza di Vinyasa viene ripetuta più volte, il che rende facile perdere la connessione con il proprio corpo.
È fondamentale mantenere la consapevolezza su ogni movimento, prestando particolare attenzione alle transizioni per garantire un allineamento corretto e ridurre il rischio di infortuni.
Iniziamo con la posizione Plank (Phalakasana), dove le spalle sono allineate sopra i polsi. Da qui, è importante spostare il peso in avanti prima di scendere in Chaturanga Dandasana, formando un angolo retto tra le braccia. Durante l’inspirazione, si passa a Upward Facing Dog, aprendo il petto e mantenendo le spalle lontane dalle orecchie.
Infine, si torna in Downward Facing Dog (Adho Mukha Svanasana), sollevando i fianchi verso l’alto.
Questi passaggi, se eseguiti correttamente, non solo migliorano la forza fisica, ma aiutano anche a stabilire una connessione profonda tra la mente e il corpo. È importante ricordare che, per i principianti, ci sono delle variazioni più accessibili per le posizioni più impegnative, come Knees, Chest, Chin Pose e Low Cobra, utili per chi sta iniziando il proprio percorso nel Vinyasa Yoga.
Il termine Vinyasa ha diversi significati, che spaziano da una descrizione di un tipo di pratica a una sequenza di pose specifiche. Questo articolo esplorerà la storia di questa pratica e analizzerà la sequenza di pose del Vinyasa, fornendo anche alcuni suggerimenti per i principianti.0