Il ruolo cruciale delle farmacie nella lotta contro l’antimicrobico-resistenza in Italia

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L’Italia si trova ad affrontare una grave emergenza silenziosa: la resistenza antimicrobica.

Questa problematica causa ogni anno circa 12.000 decessi nel Paese. La spesa diretta per affrontare la resistenza antimicrobica ammonta a circa 2,4 miliardi di euro, posizionando l’Italia in fondo alla classifica europea. In questo contesto, le farmacie di comunità emergono come un vero e proprio triage per la salute pubblica, offrendo servizi essenziali per combattere questa crisi.

Un incontro significativo per la salute pubblica

Il 20 gennaio scorso si è tenuto un incontro presso l’Auditorium del Ministero della Salute, intitolato “Antimicrobico-resistenza: evidenze scientifiche, sostenibilità del SSN e nuovi modelli di sanità territoriale”.

Durante l’evento, la Federazione dei giovani farmacisti (Fenagifar) ha condiviso i risultati di due studi, evidenziando come le farmacie possano diventare una rete di protezione per il Servizio Sanitario Nazionale.

La voce delle istituzioni

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti delle istituzioni sanitarie italiane hanno espresso un’opinione unanime riguardo all’urgenza di passare dalle parole ai fatti. Il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha definito le farmacie come una sentinella fondamentale per garantire un uso appropriato dei farmaci.

Anche il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli, ha evidenziato l’importanza della farmacia nel fornire risposte immediate e dati concreti, coinvolgendo tutti i professionisti del settore.

I risultati degli studi Fenagifar

Il fulcro dell’evento è stato rappresentato dallo studio condotto da Fenagifar in collaborazione con Federfarma e Sistema farmacia Italia, realizzato dall’Università di Torino. Questo studio, di natura osservazionale, ha coinvolto oltre 14.500 cittadini attraverso questionari somministrati in 778 farmacie.

Consapevolezza e comportamenti rischiosi

I risultati hanno rivelato un quadro allarmante: sebbene oltre il 60% dei partecipanti fosse consapevole dell’antimicrobico-resistenza, molti non sapevano fornire una definizione corretta del fenomeno. Inoltre, circa un quarto degli intervistati ha ammesso di consigliare l’uso di antibiotici a familiari e amici, mentre oltre il 60% conservava antibiotici non utilizzati a casa, aumentando il rischio di automedicazione.

Test rapidi e riduzione degli antibiotici prescritti

La seconda fase dello studio ha incluso l’analisi clinica attraverso l’uso di test rapidi per la diagnosi di infezioni da streptococco A in pazienti con mal di gola. Dei 1.914 test effettuati, solo il 45% ha dato esito positivo, evidenziando che, senza un adeguato screening, oltre la metà dei pazienti avrebbe ricevuto antibiotici inutilmente.

Implicazioni economiche e sanitarie

Questi dati evidenziano non solo l’importanza di un’adeguata educazione sanitaria, ma anche gli aspetti economici connessi all’uso corretto degli antibiotici.

Un secondo studio condotto da Fenagifar ha analizzato l’impatto economico dei test rapidi, suggerendo che l’implementazione di tali test nelle farmacie potrebbe generare un risparmio significativo per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questo risparmio è stimato tra i 10 e i 20 euro per paziente, con un potenziale beneficio annuale di circa 200 milioni di euro.

Il futuro delle farmacie nella lotta contro l’antimicrobico-resistenza

Il Presidente di Fenagifar, Vladimiro Grieco, ha sottolineato che la lotta contro l’antimicrobico-resistenza richiede un approccio integrato.

Non basta introdurre nuovi antibiotici; è fondamentale promuovere una solida educazione sanitaria e garantire l’appropriatezza nell’uso degli stessi. Le farmacie, grazie alla loro capillarità e professionalità, possono rappresentare un punto di riferimento cruciale per la salute pubblica e per il miglioramento degli esiti sanitari.