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La stagione influenzale ha raggiunto un’intensa fase di attività, come indicato dai dati forniti dalla rete di sorveglianza RespiVirNet.
Dopo la conclusione delle festività, il virus continua a circolare e gli esperti prevedono un picco nei contagi nelle prossime settimane.
È importante notare che l’influenza potrebbe avere effetti prolungati, estendendosi fino alla primavera. La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale (SIMG) sottolinea che la fase finale dell’epidemia richiederà maggiore attenzione da parte della popolazione.
Attualmente, si registra un’incidenza di circa 14 casi di influenza ogni 1.000 adulti.
Tuttavia, i numeri sono significativamente più elevati tra i bambini, con una percentuale che arriva a 37 casi su 1.000 nei più piccoli di 4 anni. Questo incremento è alimentato dalla circolazione di diversi virus respiratori, tra cui i noti H1N1 e H3N2, oltre al COVID-19 e al Virus Respiratorio Sinciziale, creando così un quadro epidemiologico complesso.
La preoccupazione riguardo alla durata dei sintomi influenzali è comune tra i pazienti.
È opportuno sapere che la tosse e il raffreddore possono persistere per un periodo di 2-3 settimane, un decorso considerato normale che non deve destare allarmismi. La febbre, infatti, rappresenta una reazione positiva del corpo contro il virus. Tuttavia, qualora la febbre rimanesse elevata per un periodo prolungato o non rispondesse ai comuni farmaci, è consigliabile contattare il proprio medico.
In questo periodo, è fondamentale seguire le indicazioni dei professionisti della salute, evitando la tentazione del fai-da-te.
Antibiotici e cortisonici devono essere evitati, poiché non solo risultano inefficaci contro i virus influenzali, ma possono anche compromettere le difese naturali del corpo. L’uso di Paracetamolo è consigliato per alleviare febbre e dolori. Gli anti-infiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, possono essere utili, ma il loro impiego deve avvenire con cautela, specialmente in presenza di problemi gastrointestinali, renali o cardiovascolari.
La vaccinazione contro l’influenza rappresenta una misura preventiva fondamentale.
Anche se il picco epidemico si avvicina, ricevere il vaccino in questo periodo può garantire protezione durante i mesi di febbraio e marzo. Tale precauzione è particolarmente cruciale per le categorie più vulnerabili, come gli anziani e le persone affette da patologie croniche.
Per proteggere i soggetti più fragili, è fondamentale mantenere buone abitudini di igiene. Lavarsi frequentemente le mani, garantire una corretta idratazione e indossare la mascherina in luoghi affollati rappresentano misure preventive da adottare.
Per coloro che appartengono a categorie a rischio, come i pazienti oncologici o con pluripatologie, è consigliabile contattare il medico non appena si manifestano i sintomi. Esistono, infatti, farmaci antivirali specifici che possono risultare efficaci se assunti tempestivamente.
La SIMG invita a non sottovalutare i sintomi, ma anche a evitare allarmismi inutili. È importante ricordare che il medico di famiglia rimane la figura di riferimento per una corretta gestione dell’infezione.