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Il 19 marzo 2026 nella Sala della Musica dell’ospedale “Apuane” di Massa è stato presentato il progetto Yoga in Oncologia, nato dalla collaborazione tra la struttura complessa di Oncologia e l’associazione Una mano per l’oncologia.
L’iniziativa mira a inserire pratiche di movimento e respiro all’interno del percorso di cura, con l’intento di alleggerire l’aspetto emotivo del trattamento e di promuovere la partecipazione attiva del paziente.
La conferenza ha riunito operatori sanitari, rappresentanti dell’associazione e pazienti, con l’obiettivo di spiegare metodo, evidenze e prospettive. A capo dell’ospedale, Giuliano Biselli ha ricordato l’importanza di sperimentare percorsi integrati, mentre i responsabili dell’Oncologia hanno illustrato tempi, modalità e strumenti di valutazione del progetto.
Il programma nasce dalla sinergia tra l’unità di Oncologia di Massa Carrara e l’associazione Una mano per l’oncologia, presieduta da Andrea Mambrini. Le lezioni si svolgono in struttura e sono offerte gratuitamente ai pazienti grazie al sostegno dell’associazione; attualmente il corso è giunto alla settima di dodici lezioni e coinvolge gruppi di circa dieci persone per sessione. Questo modello operativo vuole garantire continuità e inclusione, oltre a fornire un riferimento stabile per chi segue terapie oncologiche.
La programmazione prevede sessioni settimanali condotte da insegnanti qualificati, tra cui la docente Silvia Tagliagambe, che ha descritto il metodo basato su respiro e movimento. L’associazione è inoltre impegnata a reperire risorse economiche per sostenere l’iniziativa: il tesoriere Massimo Orlandi e il consigliere Roberto Ferrari hanno confermato il lavoro sul fronte della raccolta fondi per mantenere gratuiti i servizi offerti.
Il progetto si fonda su un approccio integrato che combina pratiche di yoga con il supporto medico e psicologico.
Come spiegato dallo staff oncologico, l’obiettivo è ridurre il carico emotivo del percorso terapeutico e migliorare l’aderenza alle cure. L’attività è accompagnata da un sistema di valutazione strutturato per misurare effetti sulla qualità della vita e sulla tolleranza alle terapie, garantendo che l’intervento sia documentato e replicabile.
Secondo il medico Maurizio Lucchesi, l’esperienza è sottoposta a monitoraggio mediante strumenti riconosciuti a livello internazionale: questo permette di quantificare variazioni di sintomi, benessere e aderenza terapeutica.
La scelta di metriche validate è volontà di offrire a pazienti e operatori dati affidabili per valutare l’efficacia a medio termine dell’iniziativa e per orientare eventuali aggiustamenti metodologici.
Durante l’incontro alcuni pazienti hanno raccontato i loro progressi: Manuela Colombini ha condiviso come lo yoga abbia aiutato a ritrovare controllo del respiro, integrandosi con il percorso psicoterapeutico, mentre Giuseppe Pagano ha sottolineato l’importanza del movimento guidato dal respiro per recuperare fiducia nel corpo.
Le esperienze personali hanno evidenziato come tali pratiche possano contribuire a restituire centralità alla persona durante il trattamento oncologico.
Tra le novità annunciate dall’associazione c’è anche l’avvio, dal 27 maggio, di uno sportello legale gratuito con l’avvocato Alessandro Caleo, offerto con cadenza mensile per rispondere a quesiti pratici dei pazienti. Questo servizio si aggiunge alle attività esistenti, tra cui musica in corsia, supporto psicologico e carbossiterapia, e completa il quadro di interventi a supporto del percorso di cura.
Il progetto presentato a Massa rappresenta un esempio di come ospedali e associazioni possano collaborare per integrare interventi non farmacologici all’interno delle cure oncologiche. Con un approccio che unisce rigore nella valutazione e attenzione alle testimonianze individuali, l’iniziativa punta a diventare un modello replicabile in altre strutture. L’auspicio dei promotori è che esperienze simili possano diffondersi, mettendo al centro la persona e la sua qualità di vita oltre la patologia.