Malaria: sintomi, prevenzione e cosa fare prima e dopo il viaggio

Valentina Marchetti

Beauty editor, 15 anni nel settore cosmetico. Formazione in chimica cosmetica.

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La malaria resta una delle malattie infettive più temute a livello globale: secondo l’Oms nel 2026 sono morte 610.000 persone, oltre il 70% bambini sotto i cinque anni.

In Italia il parassita non circola più dal 1970, ma ogni anno si registrano tra le 700 e le 800 infezioni importate, per lo più contratte in Africa subsahariana. Una sola puntura di zanzara infetta può essere sufficiente per trasmettere la malattia, perciò conoscere sintomi, vie di trasmissione e comportamenti protettivi è fondamentale. In questo articolo spieghiamo in modo pratico cosa osservare e quali precauzioni prendere prima, durante e dopo il viaggio.

Questo testo offre indicazioni utili su come riconoscere i segnali iniziali, quando rivolgersi al medico e quali strumenti preventivi utilizzare. Verranno illustrate la chemioprofilassi, le misure di barriera contro le punture e l’importanza della diagnosi tempestiva. L’approccio è pensato per viaggiatori, famiglie e chi lavora o trascorre periodi in aree endemiche: l’obiettivo è ridurre il rischio personale e facilitare la presa in carico rapida dei casi sospetti. Alcuni concetti chiave, come infezione parassitaria e incubazione, saranno spiegati in modo chiaro per aiutarti a orientarti.

Che cos’è la malaria e come si trasmette

La malaria è causata da parassiti del genere Plasmodium e si diffonde principalmente tramite la puntura della zanzara femmina del genere Anopheles, attiva soprattutto dal tramonto all’alba. In casi meno frequenti la trasmissione avviene per via ematica, come con trasfusioni o trapianti, o con aghi contaminati. Dal contatto con la zanzara all’insorgenza dei sintomi passa un periodo variabile: l’incubazione tipica è tra i sette e i diciotto giorni, ma in alcune specie può prolungarsi.

Conoscere la modalità di contagio aiuta a valutare il livello di rischio legato alla destinazione e alle attività svolte sul posto.

Specie e diffusione geografica

Esistono cinque specie di Plasmodium capaci di infettare l’uomo; la più pericolosa è Plasmodium falciparum, predominante in molte aree dell’Africa. La malaria è presente in oltre 80 Paesi, con maggiore concentrazione nelle regioni tropicali e subtropicali: Africa subsahariana, parti dell’Asia, America centrale e meridionale, alcune zone del Medio Oriente e isole del Pacifico.

Le aree rurali e forestali sono spesso più a rischio rispetto ai centri urbani. Prima di partire è quindi importante verificare lo stato di endemia del luogo e le raccomandazioni sanitarie per quella specifica destinazione.

Sintomi e possibili evoluzioni

I segnali iniziali della malaria possono essere facilmente confusi con un’influenza: febbre alta a andamento ciclico, brividi, sudorazione profusa, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito e diarrea sono i più comuni.

La non specificità dei sintomi è il motivo per cui spesso si perde tempo prezioso prima di sospettare l’infezione, soprattutto dopo un viaggio. Se non trattata tempestivamente, la malaria da Plasmodium falciparum può evolvere in forme gravi, con anemia severa, insufficienza renale o malaria cerebrale, che si manifesta con convulsioni, alterazione dello stato di coscienza e coma.

Incubazione, recidive e diagnosi

La durata dell’incubazione varia in base alla specie: per alcune, come Plasmodium vivax e P.

ovale, il parassita può rimanere latente nel fegato e riattivarsi mesi dopo il rientro, causando recidive. Per questo motivo è fondamentale informare il medico su viaggi recenti. La diagnosi si basa su esami del sangue che rilevano il parassita o antigeni specifici: i risultati sono disponibili rapidamente e consentono di iniziare il trattamento entro poche ore, condizione cruciale per ridurre mortalità e complicanze.

Prevenzione: prima, durante e dopo il viaggio

La prevenzione combina misure farmacologiche e comportamentali.

Prima della partenza va valutata con un medico la necessità della chemioprofilassi, da iniziare quando indicato e da proseguire secondo le prescrizioni dopo il rientro. In viaggio, i repellenti contenenti DEET, abiti coprenti e chiari, e le zanzariere trattate sono strumenti efficaci per ridurre le punture. Per donne in gravidanza o bambini piccoli la valutazione medica è essenziale: il rischio di forme gravi è più alto. Al ritorno, qualunque episodio di febbre va segnalato subito al medico specificando dove si è stati: la rapidità nella diagnosi e nel trattamento è determinante.

Sul fronte della ricerca, iniziative come i programmi di vaccinazione in 25 Paesi e tecnologie innovative, fra cui nuovi vaccini e zanzariere di ultima generazione, rappresentano progressi concreti nella lotta alla malattia; l’Oms ha ribadito l’importanza di accelerare questi interventi il 25 aprile 2026.