(Adnkronos) – "Gli straordinari progressi della medicina di precisione, e in particolare dell'oncologia, richiedono un cambiamento profondo anche nel modo in cui vengono raccolte le evidenze scientifiche.
Accanto agli studi clinici controllati che hanno segnato la storia degli ultimi 50 anni, oggi abbiamo bisogno di nuovi modelli di ricerca, più flessibili e inclusivi". A sottolinearlo è l'oncologo Paolo Marchetti, direttore scientifico dell'Idi-Irccs di Roma, intervenuto nella Capitale alla presentazione del Working Paper 'Protagonista della ricerca. Il paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia', realizzato da Teha (The European House – Ambrosetti) con il contributo non condizionante di Amgen.
"Abbiamo bisogno di raccogliere dati e informazioni da piattaforme sempre più ampie e di delocalizzare gli studi clinici, per portare le opportunità terapeutiche il più vicino possibile ai pazienti – spiega Marchetti – L'obiettivo è rendere l'accesso alle terapie innovative più semplice e agevole". Un altro punto chiave riguarda il ruolo attivo dei pazienti nella ricerca. "E' necessario sviluppare nuove modalità di ascolto – aggiunge Marchetti – a partire dalla raccolta delle informazioni sulla tossicità, degli effetti collaterali così come vengono vissuti dai pazienti, e non solo registrati o classificati dai medici".
Un approccio che segna un cambio di paradigma: "Il paziente non è più soltanto al centro, ma diventa parte integrante del percorso di innovazione". Secondo Marchetti, "il documento presentato oggi rappresenta una messa a punto di tutte queste trasformazioni, indispensabili per il reale progresso dell'oncologia di precisione. Non è un libro dei sogni – conclude – ma una richiesta concreta di impegno, rivolta non solo alla politica, ma anche alla società civile, per garantire equità e offrire a tutti i pazienti le stesse opportunità di accesso a terapie efficaci".
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