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Quasi nessuno sfugge, nel corso della vita, alla comparsa di dolori alla schiena: la semplice parola schiena evoca spesso rigidità, fastidio o limitazioni nei movimenti.
Con la consulenza della dottoressa Lucrezia Battistella, fisioterapista e osteopata, questo testo esplora un approccio gentile e complementare alla gestione del dolore vertebrale, il massaggio Breuss. L’obiettivo è fornire informazioni utili, distinguendo ciò che la tecnica promette da ciò che la ricerca clinica attualmente sostiene, e indicando pratiche quotidiane che possono integrare un percorso riabilitativo più ampio.
La colonna vertebrale non è soltanto un supporto strutturale: influisce sulla postura, sul movimento e sul benessere generale.
I numeri riportano un quadro chiaro della diffusione del problema: il Global Burden of Disease Study 2026 documenta che nel 2026 si contavano oltre 500 milioni di casi di dolore vertebrale nel mondo, con proiezioni che stimano un aumento di oltre il 60% entro il 2050, superando gli 800 milioni di persone interessate; in Italia si stimano almeno 15 milioni di persone con problematiche legate alla colonna. Questo contesto spiega perché chi soffre spesso debba muoversi tra ortopedici, neurologi, fisiatri e terapie alternative, e perché sia utile una valutazione globale della persona.
Spesso i sintomi vengono indirizzati a uno specialista specifico: ossa all’ortopedico, nervi al neurologo, muscoli al fisiatra. Tuttavia le cause del dolore vertebrale convivono e si alimentano a vicenda: una componente posturale può aggravare la tensione muscolare, mentre aspetti emotivi influenzano la percezione del dolore. La letteratura suggerisce che un approccio riabilitativo multidisciplinare e biopsicosociale è più efficace rispetto alla cura convenzionale nel ridurre dolore e disabilità nei casi di lombalgia cronica; nonostante questo, nella pratica clinica integrata tali modelli faticano ancora a radicarsi.
In questo spazio trovano posto anche discipline bionaturali utilizzate come supporto.
Il massaggio Breuss nasce dall’intuizione del naturopata austriaco Rudolf Breuss ed è praticato come tecnica manuale dolce orientata alla colonna. L’intento principale è favorire un rilassamento profondo della muscolatura paravertebrale e creare condizioni favorevoli alla sensazione di benessere lungo la schiena. Secondo la visione che accompagna il metodo, i dischi intervertebrali non sono irreversibilmente consumati ma possono recuperare parte della loro elasticità e idratazione se viene promossa la distensione vertebrale e la riduzione delle contratture muscolari.
Il massaggio interviene quindi più su tessuti e percezione che su correzioni strutturali invasive.
Una seduta di massaggio Breuss si articola in due momenti: inizialmente l’operatore esegue manovre lente e ritmiche a secco, partendo dall’osso sacro e risalendo lungo la colonna per favorire l’allungamento e il rilassamento dei muscoli. Nella seconda fase viene applicato l’olio di iperico: il terapista distribuisce con movimenti avvolgenti un olio tradizionale che molti apprezzano per le sue proprietà lenitive, quindi copre la schiena con un sottile foglio di carta velina per creare una sensazione di calore e microclima.
I sostenitori del metodo attribuiscono a questa fase un effetto energetico e biochimico che facilita l’attenuazione delle tensioni, mentre l’operatore mantiene un contatto continuo e calmante.
Chi sceglie il massaggio Breuss spesso riferisce una sensazione di profondo rilassamento, diminuzione della tensione locale e una migliore percezione corporea, elementi utili in un percorso di benessere olistico. La ricerca sul massaggio manuale in generale indica che tecniche a contatto dolce possono ridurre la percezione del dolore e migliorare la funzione a breve termine in soggetti con lombalgia aspecifica, pur rimanendo complementari alle terapie mediche.
È quindi fondamentale considerare questa pratica come un supporto e non come sostituto di valutazioni e trattamenti sanitari in presenza di patologie o dolori persistenti.
Indipendentemente dalla scelta del massaggio, esistono semplici abitudini efficaci per la salute della schiena: muoversi regolarmente durante la giornata per favorire la reidratazione dei dischi, variare spesso le posizioni evitando posture statiche prolungate, rafforzare la muscolatura del core con attività come Pilates o nuoto per migliorare la stabilità, e adottare posizioni di riposo che scarichino la colonna, ad esempio dormire sul fianco con un cuscino tra le ginocchia.
Inoltre, terapie complementari validate dalla letteratura, come la terapia manuale, l’osteopatia e l’agopuntura, possono essere valutate insieme al medico o al fisioterapista per costruire un percorso integrato e sicuro.