Mense pubbliche: una proposta per opzioni vegetali sane e sostenibili

Martina Colombo

Psicologa iscritta all'Albo e giornalista, specializzata in benessere emotivo e relazioni.

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Il 14 aprile 2026, nella sala stampa della Camera dei Deputati, è stata illustrata una proposta di legge che mira a rendere le mense pubbliche più salutari e sostenibili.

La conferenza stampa ha aperto il percorso parlamentare di una pdl pensata per aumentare la presenza di opzioni vegetali nelle offerte alimentari di scuole, ospedali, università e altre strutture pubbliche, riconoscendo come la dieta mediterranea rappresenti un modello nutrizionale di riferimento per salute e sostenibilità.

La proposta, anticipata dalla deputata Eleonora Evi del Pd come prima firmataria, nasce dall’interazione con la campagna Mense Più Green promossa dall’associazione REFOOD.

Nel dialogo con istituzioni e professionisti della salute, la campagna ha evidenziato criticità e opportunità: un sondaggio su 80 ospedali ha messo in luce problemi di disponibilità e qualità delle alternative vegetali e questioni legate allo spreco alimentare, elementi che la pdl intende affrontare in modo strutturato.

Obiettivi principali della proposta

Al centro della pdl c’è l’obiettivo di promuovere cibi più sani e sostenibili introducendo in modo stabile almeno un’opzione a base vegetale per ogni pasto principale offerto nelle mense pubbliche.

Per opzione a base vegetale nutrizionalmente adeguata si intende una pietanza formulata secondo criteri nutrizionali che ne garantiscano l’equilibrio per fasce d’età e condizioni cliniche specifiche. La norma punta altresì a valorizzare scelte coerenti con la dieta mediterranea, riducendo al contempo l’impatto ambientale della ristorazione collettiva.

Ambiti e destinatari

La misura si applicherebbe a una pluralità di contesti: scuole, università, ospedali, strutture socio-assistenziali (RSA), enti pubblici, strutture penitenziarie e servizi pubblici di accoglienza.

L’intenzione è quella di intervenire dove la ristorazione collettiva ha un impatto significativo sulla salute della popolazione e sul consumo di risorse, offrendo così un esempio istituzionale che risponda anche a una domanda crescente da parte dei cittadini e degli operatori sanitari.

Strumenti per l’attuazione

Per tradurre la proposta in pratica, il disegno di legge prevede l’adozione di linee guida ministeriali, l’inserimento di clausole specifiche nei capitolati d’appalto e la costituzione di una Cabina di Regia nazionale presso il Ministero della salute.

Questi strumenti dovrebbero garantire coerenza tecnica, uniformità di criteri nutrizionali e un monitoraggio continuo dell’implementazione, evitando interpretazioni eterogenee a livello locale e favorendo l’inclusione di fornitori capaci di rispettare standard nutrizionali e di sostenibilità.

Ruoli e monitoraggio

La Cabina di Regia avrebbe il compito di coordinare e aggiornare le linee guida, definire indicatori di qualità e sostenibilità, e supportare la formazione degli operatori coinvolti nella ristorazione collettiva. L’uso di criteri chiari nei bandi pubblici dovrebbe agevolare la valutazione delle offerte e l’adozione di pratiche volte alla riduzione dell’spreco alimentare, oltre a promuovere soluzioni che coniughino valore nutrizionale e impatto ambientale ridotto.

Reazioni, impatti attesi e prossimi passi

Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e della Physicians Association for Nutrition (PAN), insieme a esponenti di REFOOD che hanno presentato i risultati del sondaggio condotto tra pazienti e addetti in 80 ospedali. Le evidenze raccolte confermano come una maggiore disponibilità di opzioni vegetali di qualità possa incidere positivamente su salute pubblica, soddisfare preferenze diverse e contribuire alla sostenibilità ambientale della ristorazione collettiva.

L’approdo della pdl in Parlamento rappresenta, nelle intenzioni dei proponenti, un segnale istituzionale che risponde a una domanda sociale in crescita. Se approvata, la legge potrebbe tradursi in cambiamenti concreti nelle mense pubbliche e in un incremento di pratiche di acquisto e produzione più sostenibili. Il dibattito parlamentare e gli esiti delle successive fasi normative saranno determinanti per trasformare la proposta in azioni operative che incidano sul quotidiano di utenti e operatori.

In attesa degli sviluppi legislativi, l’appuntamento del 14 aprile 2026 ha segnato un momento di confronto tra istituzioni, società civile e comunità scientifica, invitando a considerare la mensa non soltanto come un servizio logistico, ma come uno strumento di tutela della salute e dell’ambiente. Le prossime mosse riguarderanno l’iter parlamentare, l’elaborazione delle linee guida e le modalità di controllo per garantire che le opzioni vegetali diventino una presenza stabile e di qualità nelle mense pubbliche.