Notriphobia: il fenomeno che colpisce il 40% degli italiani e il 53% della Generazione Z

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.

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Le vacanze estive sono sempre state un momento atteso con gioia, ma negli ultimi anni sta emergendo un nuovo disagio psicologico legato al viaggio: la notriphobia.

Questo termine, coniato in America, descrive la paura irrazionale di non poter programmare viaggi nel futuro.

Secondo l’Osservatorio sui trend dell’estate 2026 PiratinViaggio circa il 40% degli italiani soffre di questo disturbo, con un picco del 53% tra i giovani della Generazione Z ovvero tra i 12 e 27 anni.

Cosa si nasconde dietro la notriphobia?

La dottoressa Martina Migliore psicologa clinica di Serenis spiega che la notriphobia non è ancora riconosciuta come un disturbo clinico, ma il malessere che ne deriva può incidere significativamente sulla vita quotidiana.

Questo disagio è legato soprattutto alla pressione sociale e all’immagine ideale proposta dai social media.

I sintomi possono variare, ma spesso includono ansiafrustrazione e malumore. Molte persone provano un senso di inadeguatezza, come se stessero vivendo una vita incompleta rispetto a chi è in viaggio. Questo confronto continuo può sfociare in comportamenti compulsivi, come il desiderio ossessivo di pianificare viaggi che non si possono concretizzare.

Il ruolo dei social media

I social media giocano un ruolo cruciale in questo fenomeno.

Le persone mostrano spesso i momenti più belli delle loro vacanze, creando un’immagine ideale di felicità e successo. Chi non può partire si sente escluso da questa “giostra”, vivendo con frustrazione la mancanza di esperienze. La visibilità online diventa una sorta di parametro di accettazione sociale rafforzando il bisogno di approvazione degli altri.

Come gestire la notriphobia

La dottoressa Migliore sottolinea che questo disagio non riguarda solo chi non ha i mezzi economici per viaggiare.

Anche chi ha le risorse può essere frenato da problemi familiari o lavorativi. La sensazione di non essere al passo con gli altri è una fonte di ansia che non dipende necessariamente dal reddito.

Per ridurre l’ansia del confronto, possono essere utili tecniche di rilassamento o respirazione, come la mindfulness che aiuta a restare nel presente e ad apprezzare ciò che si ha. Se il malessere diventa eccessivo, un percorso psicologico con un esperto può aiutare a comprendere le origini del disagio e a costruire un equilibrio più autentico.