Novità nella riforma dei medici di famiglia e impatti per i cittadini

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Il recente via libera della Conferenza Stato-Regioni segna un momento cruciale per il sistema sanitario italiano.

Con l’approvazione definitiva del nuovo Accordo collettivo nazionale (ACN) per i medici di medicina generale, il panorama dell’assistenza sanitaria si prepara a subire rilevanti cambiamenti. Questa intesa, firmata lo scorso novembre, non solo rivede le condizioni economiche dei professionisti, ma mira anche a migliorare l’organizzazione del servizio per i cittadini.

Le principali novità introdotte dall’ACN

Il nuovo ACN, che avrà validità fino, porta con sé un insieme di misure che impattano profondamente sul lavoro dei medici di famiglia e sull’assistenza ai pazienti.

Tra gli aspetti più rilevanti vi è un aumento medio delle retribuzioni del 5,78% e il recupero degli arretrati accumulati. Queste misure rappresentano un passo significativo verso il riconoscimento del valore del lavoro dei medici di medicina generale, i quali hanno visto gli stipendi stagnare per anni.

Integrazione nelle Case di Comunità

Un altro punto saliente dell’accordo è l’intento di integrare i medici di famiglia all’interno delle Case di Comunità.

Questa iniziativa è essenziale per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, potenziando l’assistenza a livello territoriale. Secondo Alessandro Dabbene, vicesegretario della FIMMG, le Regioni avranno la possibilità di incentivare i medici a dedicare parte del loro tempo a lavorare in queste strutture, migliorando così l’offerta di servizi e la gestione dei pazienti.

Collaborazione tra medici: il modello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali

Il nuovo accordo promuove anche la creazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), che consentono ai medici di lavorare in rete per garantire assistenza continuativa.

Questo sistema mira a garantire la disponibilità di cure per l’intero arco della giornata, con studi aperti fino a 12 ore e la continuità assistenziale anche durante la notte e nei giorni festivi. Per i cittadini, ciò significa avere accesso a un numero maggiore di medici e una maggiore facilità nel ricevere cure.

Gestione delle pensioni e continuità delle cure

Una delle novità più interessanti riguarda la gestione dei medici in fase di pensionamento.

L’ACN stabilisce che le ASL devono informare i pazienti riguardo al pensionamento del proprio medico di famiglia e, in caso di disponibilità limitata di nuovi medici, semplifica il processo di assegnazione automatica a un nuovo professionista. Questo approccio mira a garantire che la presa in carico dei pazienti avvenga senza interruzioni, consentendo di mantenere una continuità nelle cure.

Un passo verso la riforma della sanità territoriale

Questa riorganizzazione della medicina generale si inserisce in un contesto più ampio, legato alla riforma dell’assistenza sanitaria territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’attenzione ora si sposta su un nuovo atto di indirizzo che dovrà delineare in modo più preciso il ruolo dei medici di famiglia all’interno delle Case di Comunità e delle strutture sanitarie sul territorio.

Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha espresso soddisfazione per l’accordo, sottolineando che i medici di famiglia sono fondamentali per l’accessibilità delle cure. Il nuovo ACN rappresenta un importante passo verso un modello di assistenza multiprofessionale e multidisciplinare che risponde alle esigenze di una popolazione in continua evoluzione, sempre più bisognosa di servizi integrati.

In conclusione, il rinnovato Accordo collettivo nazionale per i medici di medicina generale non solo porta vantaggi economici, ma segna anche una direzione chiara verso un’assistenza più strutturata e accessibile. I cittadini possono attendere un miglioramento significativo nell’interazione con il sistema sanitario, beneficiando di servizi più integrati e di una risposta più pronta alle proprie necessità sanitarie.